• VIGHINI SHOW

    OGNI GIOVEDI' SU TELENUOVO

    Lo show condotto da Gianluca Vighini. Ospiti di spessore, giocatori, giornalisti, opinionisti, tecnici e tifosi per un serrato dibattito sul Verona di Mandorlini. Dagli studi di Telenuovo all'HELLAS KITCHEN

  • BIANCOSCUDATI CHANNEL

    Ogni lunedì su Telenuovo Padova

    Quest'anno l'appuntamento è fissato per il lunedì: approfondimenti sul campionato del Padova, sulla partita, le intesviste, le polemiche. Con il vostro contributo tramite chiamate ed sms

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  • ROSSO E NERO

    OGNI GIORNO ALLE 12:50 IL TALK SHOW DEL VENETO

    Condotto in diretta da Mario Zwirner e Luigi Primon mette a confronto gli ospiti del mondo della politica, dell'economia e delle associazioni sui temi di attualità. Dibattito arricchito dalla partecipazione del pubblico

  • ALE' VERONA

    Durante le partite del Verona

    Ogni partita del Verona la seguiamo dai nostri studi. La domenica dalle 14 o in concomitanza di una gara del Verona, Telenuovo seguirà l'evento in diretta con i commenti, la cronaca, le interviste dagli stadi.

  • ALE' PADOVA

    La domenica alle 14:15

    La domenica segui il Padova con noi..! Se i Biancoscudati giocano in casa la Moscato racconta la gara collegata dallo stadio, se giocano in trasferta invece potrete seguire tutta la gara in diretta..!

INTERVISTA AL MITICO DOPPIO EX
ESCLUSIVA Zigoni:       <br/>"Saviola deve giocare"

ESCLUSIVA Zigoni:
"Saviola deve giocare"

“Sai qual è l’unica cosa che non mi piace di Verona? Il nome dello stadio. Con tutto il rispetto per il grande uomo, Bentegodi non è un bel nome. Pensa al nome - Stadio Gianfranco Zigoni - (ride, ndr), senti come suona bene, sarebbe più bello. Però forse sai chi realmente si meriterebbe più di tutti lo stadio intitolato a suo nome? Saverio Garonzi”. Non ha bisogno di presentazioni Gianfranco Zigoni: semplicemente un mito. Sempre idolatrato dal pubblico di Verona si rese protagonista per sei stagioni in riva all’Adige, dopo un passato importante alla Juventus. Nel 1974 rifiutò l’Inter e scese in Serie B con il Verona, che grazie a lui, tornò subito nella massima serie. Un uomo privo di retorica: ha sempre detto quello che pensava ed è sempre stato poco avvezzo al “politically correct” che investe la gran parte dei calciatori nelle conferenze e nelle interviste post-partita. Per tggialloblu.it, Zigo-gol parla di Verona e Juventus tra passato, presente e futuro. Sabato alle 18 le due squadre tanto rivali si affronteranno di nuovo al Bentegodi:Arrivi ancora minorenne alla Juventus. Il ricordo più bello con la maglia bianconera?“Sono arrivato giovanissimo alla Juventus. Ho un bel ricordo perché a Torino ho conosciuto il mio idolo: Omar Sivori, ho imparato tanto da lui. Il ricordo più bello fu senz’altro il gol dello Scudetto. Anche se l’esordio fu estremamente emozionante: avevo diciassette anni, ero un bambino che sostituiva Sivori. Credo fosse il sogno di ogni ragazzino a quell’epoca”. Con la dirigenza andavi d’accordo? Lo “Stile Juve” forse era troppo restrittivo per te…“Credo che tutto sommato un po’ tutte le società siano simili. Forse c’è troppa attenzione su questo fantomatico Stile Juve. Ai miei tempi non erano poi così inflessibili, o forse io non mi sono accorto perché sono sempre stato un uomo libero. Forse una cosa che mi dava fastidio è che sono stati i primi a mettere sempre la casacca invece della maglia, che in fondo rompeva le palle mentre giocavi: era fastidiosa perché era pesante e sudavi troppo (ride, ndr). Però, anche se era un onore, forse alla fine giocare nella Juve mi stava un po’ stretto”.Ben sei anni passati al Verona. Molto probabilmente è la squadra a cui sei più legato… “Tra tutti i ricordi della mia carriera da calciatore, Verona è il più bello. La magia dell’Hellas è sempre nel mio cuore. Quando senti l’affetto della piazza non puoi che ricambiare. Poi mi sono divertito anche in altre piazze: Roma, Genova sponda rossoblù e Brescia a fine carriera. Però Verona è Verona”. Il ricordo più bello in assoluto con la maglia del Verona?“Il ricordo più bello sai qual è? Tutti. Dal giorno che sono arrivato ho visto la Valpolicella e pensai tra di me quanto fosse bella Verona. Fu tutto meraviglioso: la gente, lo stadio, i tifosi, la città. Poi guarda caso ho fatto nascere i miei figli proprio a Verona”.Il gol più bello che segnasti con l’Hellas? “Io ti dico la verità non ho mai fatto gol belli. Io non mi ricordo queste cose, il calcio non è poi così importante. Se però devo ricordare un gol particolare per esecuzione, mi ricordo un gol contro il Napoli: saltai un uomo e scambiai con Livio Luppi, poi di destro segnai da fuori area. Mi sono meravigliato perché feci gol di destro, io che ero un mancino puro ed ero parecchio negato con il piede destro (ride, ndr)”. I tifosi del Verona cosa avevano di diverso rispetto a quelli della Juve, Inter o Milan?“Sono tanto appassionanti, seguono la squadra in maniera viscerale. Io a dire la verità giocavo per loro, anche se a volte li ho traditi perché non giocavo al massimo della forma, ma quando uno vive come Steve McQueen è difficile essere sempre in forma (ride, ndr). Amavo tanto i veronesi, ho voluto lasciare sempre un bel ricordo: rifiutai l’Inter per loro”.Se non sbaglio quando il Verona retrocesse nel ‘74 tu sei rimasto a Verona in B…“Io da piccolino simpatizzavo per l’Inter. Quando siamo retrocessi i neroazzurri mi cercarono ma al presidente chiesi di non accettare l’offerta di trasferimento: perché avevo promesso ai tifosi che sarei rimasto anche in B e che saremmo stati promossi e infatti così è stato. Un pochettino mi è dispiaciuto perché l’Inter mi stava simpatica, ma feci la scelta giusta. Anche se adesso da vecchio mi sarebbe piaciuto raccontare di aver indossato la maglia dell’Inter”.Un altro tuo gesto famosissimo avvenne a fine carriera. Quando giocavi nel Brescia ti rifiutasti di giocare contro il “tuo” Verona…“Al giorno d’oggi ci sono giocatori che non esultano quando fanno il gol alla loro ex squadra. Lo trovo un po’ ipocrita: se fai un gol non credo sia una mancanza di rispetto, fa parte del gioco del calcio. Se non te la senti di giocare devi fare solo una cosa: non giocare. Mi ricordo che il grande Gigi Simoni, persona intelligente e sensibile, mi comprese e non mi fece giocare quel giorno: io al Bentegodi contro il Verona non volevo giocare. Volevo solo venire in panchina a vedere il mio amato stadio Bentegodi ma non me la sentivo di giocare contro l’Hellas in quel momento. Chi non vuole esultare semplicemente non deve giocare. Mi sembra molto più coerente e logico”.Tornando a quel famoso episodio della pelliccia, che rimane ancora indelebile, ti chiedo: se potessi tornare indietro nel tempo, quando Valcareggi ti comunicò la panchina, rifaresti la scelta di indossare la pelliccia?“Lo rifarei sempre (ride, ndr). In quel momento non ci ho pensato, sono una persona istintiva. Quel giorno faceva anche freddo e siccome avevo la pelliccia negli spogliatoi me la sono messa su. Ma non era tanto per ripicca contro Valcareggi che mi aveva lasciato fuori: avevo rispetto per i miei compagni e potevo capire che c’erano anche altri che volevano giocare. Certo, siccome sono un istintivo in quel momento gli avevo ricordato che stava lasciando il più grande giocatore del mondo in panchina (ride, ndr). Quando mi vide con cappello e pelliccia mi ricordo ancora che mi diede del matto (ride, ndr)”.Ha dato di più Zigoni al Verona o il Verona a Zigoni?“No, non c’è storia: Verona ha dato molto di più a me. Io ho dato pochissimo, anche se ho dato amore incondizionato: rifiutare l’Inter che mi offriva lo stipendio quattro volte maggiore non è da tutti, ma però Verona mi ha dato tantissimo, forse anche troppo. Potevo dare di più: ma i tifosi erano felici lo stesso e ancora oggi devo ringraziarli per questo. Sono eternamente grato a loro”. Nella tua carriera con quale allenatore ti trovasti meglio? “Simoni e Valcareggi, quest’ultimo fu come un padre per me. Mi avevano capito, avevano capito l’uomo. Poi avevo grande rispetto anche per Heriberto Herrera, anche se a volte mi rompeva i coglioni, però era un uomo onesto, non guardava in faccia nessuno. Lui riconosceva il mio valore”.Perché in Nazionale non ci fu mai la scintilla? “Io giocavo a calcio non perché ero innamorato, ma perché dovevo farlo e basta. Mi chiamarono in Nazionale dopo che vinsi il premio come migliore giovane. Io sinceramente non ci tenevo tantissimo, non sono mai stato un nazionalista. E poi avevo il terrore dell’aereo, che mi accompagna ancora adesso”.Finita la carriera da giocatore hai incominciato ad allenare nei settori giovanili. Perché non hai continuato? Non lo sentivi tuo il ruolo di allenatore?“Bravo, hai centrato il punto. Non mi sentivo un allenatore. Volevo che i ragazzi facessero come me: giocare con la palla e divertirsi. Volevano fare sempre la partitina e io li accontentavo: mezzo minuto di corsa e poi via con la palla. Dopo un po’ di anni ho detto basta, allenare non faceva per me. Così mi godo l’ozio e quando mi dicono – Gianfranco come fai a stare nell’ozio? – Io rispondo di stare benissimo: guardo la luna, le stelle, i prati, gli alberi, i miei figli e i miei nipotini. Non faccio un cavolo e mi riposo (ride, ndr). La vita è corta: anche quando giocavo mi chiedevo perché dovessi correre e sudare sotto il sole ogni giorno come un pazzo. E poi ogni tanto penso che eravamo solo venti uomini che correvano dietro ad una palla: alla fine il gioco del calcio è un gioco solo per bambini che si divertono, il calcio dovrebbe essere giocato solo fino a 7-8 anni. Guarda per esempio alcune squadre nella Liga che affrontano il Barcellona: stanno tutto i tempo a vedere gli altri giocare e fissare una palla. Mi chiedo a cosa pensino in quel momento… (ride, ndr)”Qual è la maggiore differenza tra il calcio degli anni ‘70 e quello di oggi?“Adesso si corre il doppio. L’aspetto fisico risulta più importante di quello tecnico. Mi vien da ridere quando dicono che Rivera e Maradona non possono giocare nel calcio di oggi: loro possono giocare fra cento, fra mille e forse duemila anni, la tecnica è sempre fondamentale. Però obiettivamente oggi il fisico conta molto. Noi avevamo più fantasia, più poesia. Entravamo in campo con il sorriso, oggi invece sembrano tutti pronti per fare la guerra. Noi cercavamo di divertirci: anche se purtroppo le marcature a uomo con le botte e i calci in campo ai giocatori più bravi arrivavano sempre. Soprattutto i primi anni quando subivo troppo, perdevo la testa e partivo con le gomitate e con i falli di reazione. Ma alla fine volevo bene a tutti i miei avversari. Mi ricordo ancora le facce distrutte dei giocatori del Milan dopo la “Fatal Verona”, mi ricordo che dopo tanti anni il povero Angelo Anquilletti, che non c’è più da poco, mi disse che se la sognava ancora di notte quella partita. Il calcio per certi versi è tremendo: mi ricordo che sbagliai un rigore in Roma-Napoli e ci rimango male ancora oggi se ci ripenso. Perché ti senti in debito con le migliaia di tifosi che ripongono fiducia in te in quell’istante: senti una pesante responsabilità. Poi comunque mi ricordo che ci pensò un mio compagno a segnare sulla ribattuta e vincemmo lo stesso. Ma in quel momento sarei sprofondato dalla vergogna”.C’è uno “Zigoni” nel calcio moderno che ti assomiglia? “Certo. Mio figlio Gianmarco: ha un grande fisico, ha grande tecnica. Sta facendo benissimo, logicamente al suo livello, ma lui merita molto di più. Quando lui gioca e lo guardo, da un momento all’altro sento che stia per fare gol: ha l’istinto del gol. Forse si è bruciato un po’ in B quell’anno a Frosinone. Quest’anno con la gloriosa Spal in Lega Pro ha fatto 12 gol a 24 anni pur giocando poche partite intere. Adesso a 24 anni credo sia prontissimo per palcoscenici più importanti, il Milan dovrebbe dargli più fiducia. Guarda caso gioca con la Spal, la squadra a cui io segnai il primo gol della nella mia carriera: strano il destino eh?”.Invece se dico Cassano, bestemmio? “È un giocatore che mi piace molto: lo guardo sempre con piacere, perché da un momento all’altro mi aspetto qualcosa di creativo e di affascinante. Fa parte del calcio che piace a me: accarezza la palla, la sua è una specie d’arte. Se mi assomiglia? Io ero più bello e simile a George Best (ride, ndr). Un altro grande contemporaneo è Totti: il più grande talento è stato Maradona, ma secondo me, Totti nel suo periodo migliore ci va dietro non di molto. Adesso non dovrebbe sporcare la sua carriera: se vuole fare un altro anno deve sentirsela veramente la voglia di giocare. Dovrebbe fare come Altafini a fine carriera: entrare ogni volta dalla panchina ed essere decisivo”.La Juventus quest’anno ha stupito tutti. Quanto è il merito di Allegri? E chissà Conte quanto rosica…“Conte ha fatto bene, ma poi ci si mette sempre il destino di mezzo. Io ti svelo una cosa: quando dicevano che Allegri non andava bene perché non era un buon allenatore, io ti giuro che parlando un po’ con tutti a proposito dissi che la Juve aveva preso un grande allenatore. Io mi auguro che vinca la Champions anche se a qualcuno non potrà piacere. Io non sono un grande nazionalista però in Europa spero sempre nella squadra italiana. Ci sono rimasto male anche per Fiorentina e Napoli, sono piazze calorose e attaccate alla squadra. Credo che la Juve vincerà ancora altri campionati, anche se spero possa vincere la Roma l’anno prossimo. La Juve ha vinto più di trenta scudetti, è una società gloriosa. Sugli scudetti revocati nella storia del calcio voglio dire la mia: è ora che la finiscano, devono ridare al Torino il campionato del 1927! Non è giusto: è una vergogna che non ridiano il tricolore al Toro. Anche per rispetto al Grande Torino”.Il Verona ha fatto un buon campionato?“Il Verona ha fatto un ottimo campionato, si è ripreso anche nei momenti difficili. Il mio sogno è che il Verona faccia come l’Inter: stia sempre in Serie A. Non chiedo la luna. E poi mi piacerebbe che vincesse Toni la classifica dei cannonieri, sarebbe un vanto per la città. Speriamo bene.”Saviola, talento puro spesso in panchina. Cosa ne pensi? “Saviola è un campione. A me Saviola piace tantissimo, sono innamorato: guarda la partita contro il Parma, appena è entrato la partita è cambiata. Poi come dimenticare quel meraviglioso tacco a San Siro: stupendo. Quando tocca la palla esprime pura poesia. Io non voglio giudicare nessuno, ma se fossi l’allenatore farei giocare Saviola sempre. È un giocatore che ti crea l’occasione dal nulla: per esempio quell’assist di tacco non te lo facevano 99 giocatori su 100”. Forse si guarda più alla fisicità a discapito della tecnica e dello spettacolo?“Probabilmente il problema è quello, si predilige la fisicità. Poi per carità se ci si salva ogni anno va benissimo così. Ho sofferto molto quando il Verona è retrocesso, soprattutto quando era in C. Però desidero che giochi Saviola almeno l’ultima contro la Juventus: Mandorlini spero che me lo faccia vedere almeno una partita (ride, ndr). Poi mi piace anche Nico Lopez, è veloce e ha tecnica, potevano dargli più spazio. Vedi, io non potrei mai fare l’allenatore: farei giocare davanti Toni, Saviola e Lopez insieme (ride, ndr). Questo senza mancare di rispetto agli altri giocatori che hanno dato tanto al Verona”. Un giocatore del Verona che ti ha stupito?“Jacopo Sala. Conte dovrebbe dargli un’occhiatina. Ha gamba, buoni piedi, fisico, può giocare in più ruoli. Così almeno uno del Verona va in Nazionale. Toni con 38 anni non credo rientri nei piani di Conte. Anche se Toni, visto gli ultimi due anni, meriterebbe senz’altro di andare in Nazionale”.Pronostico per sabato?“Spero che sia una festa. Credo che ci tengano tutte e due a vincere: la Juventus ha vinto lo Scudetto e vuole finire bene, il Verona si è salvato e con una big non vuole uscire sconfitta dal Bentegodi. Per me finirà con un bel pareggio. E poi si sa che Verona è sempre fatale… anche se la vittima preferita forse è più il Milan. Da Rivera e Rocco fino a Sacchi e Van Basten”.Vieni al Bentegodi sabato?“Non lo so. Siccome è venuto a casa mia figlio, credo che me la guarderò con lui bello comodo in poltrona. Il Verona al Bentegodi può battere tutti in una partita secca, anche ai miei tempi. Sai qual è l’unica cosa che non mi piace di Verona?"Cosa?“Il nome dello stadio. Con tutto il rispetto per il grande uomo, Bentegodi non è un bel nome. Pensa al nome - Stadio Gianfranco Zigoni - (ride, ndr), senti come suona bene, sarebbe più bello. Però forse sai chi realmente si meriterebbe più di tutti lo stadio intitolato a suo nome? Saverio Garonzi”.LUCA VALENTINOTTI
LETTERA DI RINGRAZIAMENTO
Avis ringrazia il Padova      <br/>per il bel campionato

Avis ringrazia il Padova
per il bel campionato

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente del club biancoscudato dell'Avis, Giancarlo Agostini, ha voluto far recapitare alla Guizza ai giocatori, attraverso la vicepresidente Loredana e la figlia Elisa, per ringraziarli dell'impegno profuso in questo campionato non solo in campo ma anche nel sostegno della campagna di sensibilizzazione alla donazione del sangue. La pubblichiamo integralmente. "E' la squadra dei record 2014/2015. E' la squadra che tutti noi sognavamo. A quasi un anno di distanza da quell'indimenticabile 15 luglio 2015, data che ha segnato in modo indelebile la storia del Calcio Padova, oggi noi tifosi biancoscudati possiamo vivere e toccare con mano una realtà che ci riempie nuovamente il cuore di gioia. Oggi possiamo finalmente dire di esserci ripresi ciò che un anno fa ci è stato ingiustamente e ingiustificatamente tolto, per merito di una squadra che ha cercato e voluto prepotentemente il ritorno sul palconoscenico del calcio professionistico, per merito di una società che fin dalle prime battute ha saputo stabilire un legame indissolubile con la propria gente e la propria piazza.Sappiamo tutti che quando parliamo di Biancoscudati Padova non parliamo di una semplice società di calcio, ma parliamo di una squadra, di un gruppo, che, vittoria dopo vittoria, ha dominato senza eguali il campionato 2014/2015. Parliamo di una realtà che ha saputo ricreare entusiasmo all'interno di una tifoseria ferita, di una realtà che ha saputo riportare i tifosi allo stadio. Parliamo di un gruppo che ha sempre voluto condividere questo indimenticabile campionato con la propria gente, mescolandosi tra i tifosi, facendoli sentire parte di un progetto importante. Ma non va dimenticato che Biancoscudati Padova è ancor di più. Questa società, fuori dal rettangolo di gioco, ha voluto partecipare ad un altro campionato, quello della solidarietà, aderendo con entusiasmo e disponibilità al progetto "Obiettivo 9000".AVIS Biancoscudata sente il dovere di ringraziare pubblicamente questa società e questo gruppo di giocatori perchè, grazie anche al loro contributo, oggi la città di Padova può contare su un numero maggiore di donatori AVIS. Sentiamo il dovere di dire un semplice, ma significativo GRAZIE, a questo gruppo di persone che ha scelto, con massima disponibilità, di promuovere un importante valore sociale come quello del dono del sangue.Il campionato di "Obiettivo 9000" non è di certo finito, ma grazie all'attività di sensibilizzazione promulgata nel corso del campionato, possiamo dire di aver compiuto un piccolo grande passo verso questo traguardo importante.AVIS Biancoscudata, pertanto, ha il piacere e l'onore di rendere merito a queste persone, dirigenti e calciatori, consegnando loro, simbolicamente, la tessera di iscrizione al club come "promotori attivi" del progetto "Obiettivo 9000".E' un piccolo segno che consegnamo con orgoglio e che andrà ad aggiungersi alle numerose vittorie di questo indimenticabile gruppo. Ed è un piccolo gesto che al tempo stesso ricorderà, ad ognuno di noi, come possiamo regalare una goccia di speranza a chi sta vivendo un momento di difficoltà.Ci auguriamo che questa collaborazione, questo legame instaurato tra mondo dello sport e della solidarietà possa conitnuare in futuro sempre con maggior determinazione, affinchè l'intera città di Padova possa sentirsi nuovamente protagonista e vincere un altro importante campionato, quello di "Obiettivo 9000".Un grazie di cuore alla dirigenza, allo staff tecnico, alla squadra e a ogni singolo tifoso della Biancoscudati Padova".
FUTURO GRANATA

Si spegne la pista
Cagliari per Marchetti

Non era mai stata particolarmente calda, ma in ogni caso ora si è definitivamente spenta. Stiamo parlando della tiepida voce che voleva l'attuale direttore generale del Cittadella, Stefano Marchetti, tra i candidati a sostituire Marroccu a Cagliari. La società sarda ha infatti ufficializzato, in queste ore, l'ingaggio di Stefano Capozucca. Cosa farà allora Marchetti? Il dg granata si è preso qualche giorno per riflettere, dopo l'amara retrocessione in Lega Pro, ma aumentano a questo punto le possibilità che rimanga all'ombra delle mura costruendo il Cittadella del futuro. La società potrebbe farne il punto fermo della rinascita.
PRIMA DELLA FINE
Cunego cade al    <br/>Giro e si ritira

Cunego cade al
Giro e si ritira

Brutto incidente e ritiro per Damiano Cunego dal Giro d'Italia nel corso della diciottesima tappa. Lo scalatore veronese della Nippo Fantini si trovava in fuga quando una caduta con l'ex compagno Roberto Ferrari gli ha provocato una sospetta frattura della clavicola destra. Inevitabile l'abbandono della corsa rosa.
INDAGINE
Anziani truffati  <br/>coi rilevatori di gas

Anziani truffati
coi rilevatori di gas

Coinvolge anche Verona la serie di accertamenti disposti dalla Procura di Firenze dopo l'operazione di polizia che ha sgominato un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe agli anziani attraverso la vendita di rilevatori di fughe di gas. I truffatori, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, si recavano dalle persone anziane e le convincevano all’acquisto dicendo loro che l’installazione era obbligatoria per legge, pena il pagamento di sanzioni pecuniarie. In molti sono caduti in trappola residenti nelle città di Modena, Lecco, Roma ,Firenze. Sono così finiti nei guai per truffa aggravata in concorso, il rappresentante legale e l’amministratore unico di una nota società milanese, altri otto malfattori di origini albanese, macedone e italiana. La procura della Repubblica di Firenze ha emesso 12 decreti di perquisizione che sono stati eseguiti nelle provincie di Milano, Brescia e Verona a carico di altrettanti indagati per il reato di associazione a delinquere
L'ADDIO DEL D.S.
SOGLIANO SE NE VA   <br/>"TRE ANNI FANTASTICI"

SOGLIANO SE NE VA
"TRE ANNI FANTASTICI"

Sogliano non sarà più il direttore sportivo del Verona. Adesso non ci sono più dubbi. Questo pomeriggio il dirigente ha convocato i giornalisti per rilasciare una breve dichiarazione, senza concedere ai presenti la possibilità di rivolgere domande. "Faccio subito una precisazione: in questi due anni il Verona è stata tra le società che hanno speso meno. Tutte le decisioni sono state prese in accordo con la parte amministrativa e con la proprietà". Sogliano ha voluto rispondere così alle ultime dichiarazioni del presidente Setti che indirettamente aveva accusato il direttore sportivo di alcune operazioni (in particolare il pagamento di 10 milioni di euro ai procuratori). "Voglio ricordare - ha continuato Sogliano - la prima partita con il Verona che è stata a Modena il 24 agosto 2012 e voglio dirvi che quella con la Juventus del 30 maggio sarà la mia ultima partita con l'Hellas. Questo anche per sottolineare il percorso che abbiamo fatto. Ringrazio tutti, dal presidente a voiper quello che abbiamo fatto". Come detto, non é stata ammessa nessuna domanda.
IL PRESIDENTE DEL NAPOLI
DE LAURENTIIS: BIGON?   <br/>VUOLE TORNARE AL NORD...

DE LAURENTIIS: BIGON?
VUOLE TORNARE AL NORD...

"Bigon? Tenete presente che è del nord... Credo che sia umano voler tornare vicino a casa... Credo che abbia voglia di stare vicino alla mamma e al papà. Lui ha trovato la moglie a Reggio Calabria. Ora si avvicinerà a casa. Davanti alla sua richiesta, pur avendo un altro anno di contratto, ho detto: "Vai vai Riccardo...". Così, senza nominare la destinazione Verona, Aurelio De Laurentiis ha confermato indirettamente l'arrivo di Riccardo Bigon all'Hellas Verona.
DESIGNAZIONI
VALERI DIRIGERA'  <br/>FIORENTINA-CHIEVO

VALERI DIRIGERA'
FIORENTINA-CHIEVO

Sarà Paolo Valeri della sezione di Roma 2 ad arbitrare il match tra Fiorentina e Chievo. I guardalinee saranno Faverani e Stefani mentre il quarto uomo sarà Fiorito. Addizionali: Doveri e La Penna.
DESIGNAZIONI
VERONA-JUVENTUS:   <br/>ARBITRA DI BELLO

VERONA-JUVENTUS:
ARBITRA DI BELLO

Sarà l'arbitro Marco Di Bello della sezione AIA di Brindisi a dirigere il match Hellas Verona-Juventus, 38a giornata del campionato Serie A TIM 2014-15 in programma sabato 30 maggio (ore 18) allo stadio "Bentegodi". Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Crispo e Tegoni, il quarto uomo sarà Pegorin. I due arbitri addizionali saranno Tagliavento e Merchiori.
ULTIMA PUNTATA DEL VIGHINI SHOW ALL'HELLAS KITCHEN
STASERA L'ELEZIONE     <br/>DI MISS GIALLOBLU'

STASERA L'ELEZIONE
DI MISS GIALLOBLU'

Ultima puntata stagionale del Vighini Show stasera dall'Hellas Kitchen. Puntata interamente dedicata all'elezione di Miss Gialloblù, il concorso di bellezza che attarverso i voti raccolti sul nostro sito ha fatto approdare alla serata finale quindici ragazze che si daranno battaglia per ottenere la corona.Una giuria voterà le ragazze e selezionerà le tre finaliste che verranno poi votate sul nostro sito in diretta nel corso della puntata. Grandi ospiti e sorprese durante le due ore di diretta per una puntata da non perdere.
ARRESTO
Stalker cerca entrare          <br/>in casa della sua ex

Stalker cerca entrare
in casa della sua ex

I Carabinieri di Verona hanno arrestato un giovane ritenuto responsabile di aver reiteratamente perseguitato la sua ex compagna, un'operaia ventiduenne di origini polacche. L'uomo, già condannato ad agosto del 2013 per stalking, ha continuato nel suo comportamento molesto e minaccioso inviando sms dal contenuto aggressivo e causando alla vittima una forte situazione di terrore, soprattutto quando ha tentato di entrare nell'abitazione della donna forzando la porta d'ingresso e minacciandola anche di morte. Il pronto intervento dei carabinieri, che hanno arrestato l'uomo ora rinchiuso in carcere, ha evitato che la situazione potesse ulteriormente degenerare.
REGIONALI
Tosi a Prima Serata:     <br/>Io coerente, la Lega no

Tosi a Prima Serata:
Io coerente, la Lega no

Ultime scintille di campagna elettorale e ultime scintille tra Flavio Tosi e la Lega Nord nella puntata di questa sera “di “Prima Serata”, il talk-show prodotto dal Consorzio Reti Nordest, in onda su Telenuovo, che ha per tema proprio “Tosi e il Veneto del fare”.Il sindaco di Verona, candidato governatore con il sostegno delle sue liste civiche e di Area Popolare (ex Ncd), ha replicato alle critiche del leghista Roberto Marcato che gli ha rinfacciato di essersi alleato con “l’impresentabile” Angelino Alfano: “Alfano è alleato assieme a Salvini in Liguria, Salvini sostiene un candidato di Alfano in Umbria e con l’Ncd è un componente fondamentale di Maroni con in Lombardia ed ha avuto la vicepresidenza del Veneto con Luca Zaia”. “Quindi – ha aggiunto Tosi - se non vuoi avere nessun rapporto con loro rompi con tutti e su tutto il fonte, e Maroni ha già detto e ribadito che alle elezioni per il sindaco di Milano l’anno prossimo l’Ncd farà parte dell’alleanza del centro-destra che dovrà presentarsi unito.E sulle accuse di non essere coerente e di aver spaccato la Lega, Tosi ha ricordato ancora che “se uno concepisce il partito come un’entità dove c’è un segretario e un governatore che dà gli ordini, quello non è un modo di fare politica”.A "Prima serata" Tosi si confranta, tra gli altri, con i consiglieri regionali del Pd, Piero Ruzzante, e di Fratelli d'Italia, Raffaele Zanon; con Pietrangelo Pettenò di Vneto Nuovo, Rossella Olivo di Forza Italia e Michele Favero di Indipendenza Veneta.
IMMIGRAZIONE
Tosi: Sui profughi Zaia   <br/>e Lombardia mentono

Tosi: Sui profughi Zaia
e Lombardia mentono

"Luca Zaia, con l'abituale lentezza del suo modo di amministrare, ha impiegato ben 15 giorni dalla nostra denuncia del 13 maggio per far dire all'assessore regionale della Lombardia, Garavaglia, che il Veneto, nel 2014, non avrebbe accettato il Piano governativo per la distribuzione degli immigrati tra le Regioni italiane. E' falso". Lo sostiene il sindaco di Verona Flavio Tosi candidato alle regionali in Veneto. "Il testimone chiamato in soccorso - dice Tosi - è attendibile come Pinocchio: infatti l'assessore Garavaglia è 'complice"' nell'aver accettato la distribuzione di 150.000 immigrati provenienti dal Nord Africa tra le Regioni italiane. Come dimostrano i documenti ufficiali, che alleghiamo. Siamo nel libro di Collodi, dove il gatto fa da testimone alla volpe".
HELLAS VERONA
PESCHIERA: GOMEZ      <br/>E MARTIC IN GRUPPO

PESCHIERA: GOMEZ
E MARTIC IN GRUPPO

Seduta pomeridiana per i gialloblù sul campo di Peschiera. La squadra, agli ordini dell'allenatore Andrea Mandorlini, ha svolto riscaldamento, torelli, possesso palla, circuiti di forza, trasformazione sul campo e partita. Juanito Gomez e Ivan Martic hanno svolto la seduta con il gruppo. Mounir Obbadi (affaticamento muscolare) ha effettuato lavoro differenziato in palestra. Anche per Eros Pisano e Rafa Marquez lavoro differenziato in palestra. Cure fisioterapiche per Artur Ionita.PROGRAMMA ALLENAMENTIGiovedì 28 maggio: seduta pomeridiana (ore 17) a porte chiuseVenerdì 29 maggio: seduta pomeridiana (ore 17) a porte chiuseSabato 30 maggio: Hellas Verona-Juventus (ore 18)
BILANCIO
Amia, crescono utile  <br/>e assunzioni

Amia, crescono utile
e assunzioni

Un utile di 1,2 milioni e nel biennio 2013/14 ben 165 assunzioni, e una serie di iniziative innovative rivolte ad un potenziamento dei servizi nella gestione dei rifiuti per la nostra città. Sono alcuni numeri da incorniciare per Amia, che in un anno di grande impegno, sfodera un risultato gestionale di assoluto rilievo. Le cifre sono quelle che il presidente di Amia Andrea Miglioranzi ha presentato all’assemblea del socio dell’Azienza, svoltasi nei giorni scorsi, per chiedere l’approvazione del bilancio di esercizio 2014, arrivata all’unanimità“E’ stato un anno sicuramente impegnativo – ha dichiarato il presidente di Amia Andrea Miglioranzi – perché abbiamo voluto dimostrare come Verona potesse rimanere ai vertici italiani nel campo della gestione dei rifiuti e nella gestione del verde. La nostra Azienda ha saputo sfoderare tutta la sua professionalità con l’utilizzo di tecnologia ad alto livello nel campo dell’igiene ambientale. Amia Verona spa, che oggi ha 575 dipendenti, grazie all’acquisizione dei più sofisticati sistemi di raccolta e trattamento dei rifiuti urbani e speciali e all’ampia gamma di servizi che può offrire, unita alla competenza dei propri operatori, si è posta sul mercato quale azienda efficiente in grado di soddisfare le richieste provenienti sia dai Comuni e dei loro cittadini che dalle aziende private. Specialisti nell’igiene ambientale, siamo stati in grado di offrire ai nostri clienti consulenza e soluzioni a 360°, e garantire qualità e professionalità in tutto il processo operativo”.Acquisita una maggiore consapevolezza dei cittadini nella gestione dell’ambiente e grazie alla diffusione di una nuova cultura del rifiuto, Verona è la prima città in Italia in materia di raccolta differenziata rapportata al numero di abitanti e con quattro tonnellate di tappi raccolti in modo differenziato è salita sul podio come Comune Riciclone del sughero 2014, nell’ambito dell’iniziativa promossa da Legambiente e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente. Inoltre ha ricevuto il premio Assobioplastiche per l’impegno e la diffusione dell’uso di materiale biodegradabile e compostabile, nell’ambito della ventunesima edizione del concorso di Legambiente.”L’Andamento Aziendale del 2014 presenta numeri importanti. Oltre all’utile che si assesta a 1,2 milioni di euro, si è registrato un valore della produzione pari a 62.826.943 euro. Se parliamo di valore della produzione per addetto dal 102.727 del 2012 siamo passati a 104.886 del 2014 grazie al grande impegno di tutti i dipendenti. Inoltre se andiamo ad analizzare il margine operativo lordo dai 4.602.907 del 2012 siamo arrivati ai 6.542.787 del 2014, questo dato è un chiaro segnale di efficienza e produttività.“In un momento di crisi economica – commenta il direttore Maurizio Alfeo – la nostra Azienda nel biennio ha assunto 165 persone, di cui 100 a tempo indeterminato. Un segnale di fiducia questo che reputo di grande importanza, oltre che una misura necessaria per soddisfare le esigenze di ogni cittadino nel campo dell’igiene urbana e in quello della cura del verde della città”.Diversi i servizi avviati e molto efficaci, volti a promuovere comportamenti “green”. La raccolta dei rifiuti attraverso il porta porta in molte zone della città e il posizionamenti dei nuovi cassonetti per la raccolta dei rifiuti. A disposizione dei cittadini c’è il servizio dell’Ecomobile, il mezzo itinerante dell’Amia per la raccolta di alcuni rifiuti domestici, presente tutti i giorni, nei diversi mercati rionali e nelle frazioni cittadine. Infine i due Ecocentri, uno presso la sede di Amia e l’altro a Mattaranetta, a completa disposizione dei cittadini per consentire una maggior raccolta differenziata e per evitare la diffusione sul territorio di discariche abusive.“L’impegno prioritario di Amia – continua il Presidente Andrea Miglioranzi – è anche quello di garantire e assicurare alla nostra città, pulizia, igiene e decoro. Verona infatti grazie a una vasta gamma di attività avviate in questi anni (spazzamento manuale, meccanico e lavaggio delle strade, svuotamento dei cestini stradali, sanificazione, raccolta foglie e siringhe, pulizia caditoie e cancellazione scritte abusive) e agli ottimi risultati raggiunti, è riconosciuta a livello nazionale, come una delle città più pulite”.C’è uno stretto contatto con i cittadini, basti pensare che all’urp nell’arco del 2014 sono arrivate oltre 10.000 chiamate, e i tempi medi di risposta sono di tre giorni.“La nostra attenzione alla sostenibilità – conclude il Presidente – e il nostro ruolo nella gestione dell’ambiente hanno portato Verona ai vertici in materia ambientale, ma i risultati sono stati raggiunti anche grazie alla sensibilità e alla correttezza di tutti i cittadini. E proprio per questo intendo ringraziare tutti i veronesi che hanno contribuito a consolidare le nostre azioni nell’ambito dell’igiene urbana, del riutilizzo, del riciclaggio e di una corretta gestione del rifiuto”.
CHIEVO
VERONELLO: DAINELLI E  <br/>RADOVANOVIC OUT

VERONELLO: DAINELLI E
RADOVANOVIC OUT

Si sono ritrovati questa mattina a Veronello i gialloblù per preparare l'ultima gara di questa stagione che si giocherà a Firenze domenica 31 maggio alle ore 20.45 contro la Fiorentina. Questo il programma di oggi: - Attivazione fisica- Lavoro di forza in palestra- Esercitazioni tattiche- Partite a pressioneNon era a disposizione di mister Rolando Maran Ivan Radovanovic, che non ha partecipato all'allenamento di oggi per un fastidio al ginocchio destro. Il difensore Alessandro Gamberini e il centrocampista Anders Christiansen proseguono con il loro recupero dai rispettivi infortuni mentre Perparim Hetemaj ha svolto un lavoro differenziato. Anche Dario Dainelli si è allenato a parte a causa di un risentimento all'adduttore destro.
INIZIATIVA BENEFICA
CONCLUSA ASTA     <br/>#SAVEMORAS

CONCLUSA ASTA
#SAVEMORAS

Si sono concluse le aste gialloblù sulla piattaforma CharityStars. L'Hellas Verona ed Evangelos Moras ringraziano tutti i supporters, che grazie alle generose offerte hanno permesso di donare 5.380 euro ad ADMOR Verona (Associazione Donatori Midollo Osseo e Ricerca). Gli aggiudicatari dell'asta avranno la possibilità di vivere l'experience di un walkabout esclusivo, allo stadio Bentegodi, in occasione di Hellas Verona-Juventus in programma sabato 30 maggio (ore 18) e di assistere alla partita dalla Tribuna d'Onore (Poltronissime Ovest).
CONFERENZA
SOGLIANO OGGI     <br/>PARLA ALLA STAMPA

SOGLIANO OGGI
PARLA ALLA STAMPA

Futuro incerto per Sean Sogliano: molti lo danno come sicuro partente. Oggi pomeriggio il direttore sportivo parlerà alla stampa. L'appuntamento con i giornalisti è fissato per giovedì 28 maggio a Peschiera. Sarà il suo congedo da Verona?
PREFETTURA
Don Maya, notificata      <br/>revoca licenza

Don Maya, notificata
revoca licenza

Alla fine ha vinto il quartiere, le segnalazioni e gli esposti dei residenti, le denunce per risse e schiamazzi notturni. La Prefettura, su indicazione della Questura, ha disposto la revoca della licenza al titolare del Don Maya, il bar di via tombetta in Borgo Roma, al centro di una sorta di rivolta di quartiere da parte dei residenti, esasperati dalle continue risse e dai disturbi notturni provocati dagli avventori del locale. Il provvedimento, firmato dal sindaco e notificato in queste ore al titolare dell'attività dalla Polizia Municipale, segue diverse chiusure temporanee dell'attività, sempre dovute a schiamazzi notturni e litigi violenti, risse che in un caso hanno portato anche all'aggressione di sette agenti delle volanti da parte dei clienti del bar, che furono tutto arrestati. Solo lunedì, dai nostri micrifoni, il presidente della 5/a circoscrizione Fabio Venturi aveva chiesto in maniera decisa alla Prefettura una soluzione veloce del caso e di dar seguito al lavoro della Questura che appunto sollecitava la chiusura definitiva del locale. Che è appunto arrivata.
SERVIZI SOCIALI
"Caffé Bijoux", per le  <br/>donne in difficoltà

"Caffé Bijoux", per le
donne in difficoltà

E’ stata inaugurata in via San Nazaro 39 la nuova sede dello spazio diurno femminile e laboratorio Caffè Bijoux, intervento occupazionale a favore delle donne che versano in condizioni di disagio abitativo ed esistenziale estremo o senza dimora, promosso dal Comune di Verona e gestito dalla Comunità dei Giovani. All’interno dello Spazio Diurno Femminile è attivo il laboratorio occupazionale Caffè Bijoux, volto a favorire l'incontro tra donne con lo scopo condiviso di realizzare prodotti artigianali. La finalità dell’iniziativa è quella di innescare un percorso virtuoso e amministrativamente fattibile di lavoro - produzione - promozione - vendita – reddito, in una logica di auto determinazione e auto imprenditorialità delle donne coinvolte. Il risultato atteso è la possibilità da parte delle donne di auto determinarsi da un punto di vista lavorativo e produrre per se stesse reddito e un’uscita praticabile dalla condizione di difficoltà. Le donne, tramite momenti quotidiani di aggregazione strutturata, producono gioielli, oggettistica, borse con materiale totalmente e rigorosamente riciclato in collaborazione con il Centro di Riuso Creativo del Comune di Verona. I prodotti del Laboratorio Caffè Bijoux sono venduti, dalle donne stesse, durante le Fiere ed i mercatini presenti sul territorio veronese.
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