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BILANCIO
Galleria d'arte Moderna    <br/>Siamo a 250 mila

Galleria d'arte Moderna
Siamo a 250 mila

"E' come se da lì i veronesi si fossero riappropriati della loro città e i turisti avessero iniziato a conoscerla un po'".Da lì, dalla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo della Ragione, e le parole sono quelle di Luca Massimo Barbero, direttore artistico del museo. Da lì. Un mueseo che ha da poco compiuto un anno di vita e che traccia adesso il suo primo bilancio. 250Mila visitatori, numeri del tutto lontani dalle previsioni iniziali, ben più modeste. Eppure la collezione forti e la collezione cariverona, un omaggio agli artisti veronesi, hanno avuto la capacità di affascinare i vistatori, il veronese e il turista. Senza provincialismiUna galleria sulla città, l'aveva da subito definita Barbero. E così sarà anche per il prossimo anno. Con altri omaggi a pittori veronesi del novecento. Uno su tutti Renato Birolli, uno dei più interessanti interpreti italiani dell'arte informale. E ci sarà un'altra costante, per la prossima stagione. Il coinvolgimento delle scuole. 150 classi e 3000 studenti negli ultimi dodici mesi sono entrati nella Galleria, alcuni di loro, dopo un concorso, hanno avuto la possibilità di esporre le proprie opere. Iniziativa che, viste le iscrizioni esaurite in un giorno solo, si ripeterà il prossimo settembre. Come si ripeterà la giornata in cui l'entrata sarà gratuita. Appuntamento per il 6 di settembre. E considerando che lo scorso 16 maggio, in occasione della notte dei musei, di ingressi ne sono stati contati 2900, sarà meglio, quel giorno, mettersi in coda per tempo. Anche perché, da settembre in poi, le cose saranno diverse. Con la confermata apertura degli scavi scaligeri che avranno l'ingresso proprio da cortile del tribunale, e con la decisione di creare una biglietteria unica per il centro di fotografia, torre e galleria, con possibilità anche di biglietto unico, i numeri potrebbero aumentare ancora. Anche perché Verona è una città, ha detto il direttore artistico, che per attrarre è sempre stato abituato ad usare la geografia. E che adesso però ha capito che usare anche la storia dell'arte non è poi tanto male.
CONFERENZA
MANDORLINI: "MI   <br/>DISPIACE PER SOGLIANO"

MANDORLINI: "MI
DISPIACE PER SOGLIANO"

“Riconfermarsi non è mai facile. È stato l’anno più difficile e personalmente quello più bello. Aldilà di tutti i discorsi siamo salvi. Sabato la Juventus verrà agguerrita, noi proveremo a fare bene, sarebbe bello chiudere la stagione con una prestazione positiva. Noi facciamo tifo per Luca Toni, non sarà facile fargli fare gol mai noi dobbiamo essere bravi ad aiutarlo”. Così Andrea Mandorlini alla vigilia della partita contro la Juventus.Pochi giocatori mancheranno all’appello: “Pisano non sta bene, e non sarà nemmeno convocato. Lui e Ionita non ci saranno, mentre Gomez ha recuperato. Se sta bene, per tutto quello che ha fatto, Juanito giocherà anche solo sessanta minuti, ma solo se sta veramente bene. L’impressione è che stia bene. Fares? Bisogna vedere come andrà la partita, è una partita un po’ complicata, se ci sarà tempo, modo e spazio avrà spazio.Non mancano parole per Sogliano: “Ci conoscevamo da tanto tempo, ai tempi di Ravenna, in questi tre anni abbiamo avuto un rapporto splendido non senza confronti. Mi dispiace che sia andato via, abbiamo condiviso tante cose, in tre anni siamo sempre usciti a testa alta anche quando non ci sono stati risultati positivi. Il mio futuro? Vedremo settimana prossima. Bigon? Non mi sento di dire niente, l’allenatore deve fare l’allenatore”.Infine non manca di ricordare le sfide del passato: “Speriamo di vendicare la campagna di Torino (la goleada dell’andata, ndr). Sono passate tante altre partite, loro hanno raggiunto il loro obiettivo, manca l’ultimo, quello più importante. Loro saranno carichi e vorranno far vincere la classifica cannonieri a Tevez. Ripetere il 2-2 dell’anno scorso? È stata una giornata fantastica, sarebbe bello ripetere l’anno scorso".
SENTENZA
Paternoster: Contento   <br/>per assoluzione Cigolini

Paternoster: Contento
per assoluzione Cigolini

"Esprimo grandissima soddisfazione per l’assoluzione del mio Direttore Generale Giampietro Cigolini relativamente alla nota vicenda di Parentopoli". Lo afferma in un comunicato il presidente di Agsm, Paolo Paternoster."La decisione dei giudici che hanno decretato che il fatto non sussiste - continua Paternoster - sta a testimoniare che il mio Direttore Generale ha sempre –e sottolineo sempre- agito nel massimo rispetto delle normative vigenti"."All’ingegnere Giampietro Cigolini, che reputo uno dei migliori manager che il sistemaVerona abbia a disposizione, vanno tutte le mie congratulazioni per quanto stabilito oggi" conclude il presidente di Agsm.
PROCESSO
Parentopoli: assolti,      <br/>il fatto non sussiste

Parentopoli: assolti,
il fatto non sussiste

Assolti perché il fatto non sussiste. E' la sentenza con cui stamani al Tribunale di Verona si è concluso il processo per la cosiddetta "parentopoli", che vedeva accusati di abuso d'ufficio per presunte assunzioni di favore i direttori generali delle principali società partecipate dal comune di Verona: Gianpietro Cigolini (per Agsm e Amia, rispettivamente multiutility del Comune di Verona e società che si occupa di igiene ambientale), Stefano Zaninelli (d.g. di Atv, la locale azienda trasporti) e Carlo Alberto Voi, direttore generale di Amt (azienda che si occupa della gestione dei parcheggi e della sosta). Il collegio giudicante, presieduto da Marzio Bruno Guidorizzi, ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste. Il pubblico ministero, Valeria Ardito, aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per Cigolini, a un anno e 4 mesi per Zaninelli e a 8 mesi per Voi. L'indagine sull'assunzione di parenti e amici di parenti nelle aziende partecipate del Comune scaligero era sfociata nel rinvio a giudizio per i tre dirigenti pubblici e altri sette imputati, tra manager, presidenti e componenti dei Cda, per quest'ultimi il pm aveva già chiesto l'assoluzione al termine della sua requisitoria lo scorso 10 aprile.
QUI JUVE
ALLEGRI: "GIOCA TEVEZ,  <br/>TESTA SOLO AL VERONA"

ALLEGRI: "GIOCA TEVEZ,
TESTA SOLO AL VERONA"

"Domani abbiamo il dovere di giocare una bella partita, soprattutto per mantenere alta la tensione. Siamo in una buona condizione fisica e quindi domani bisogna andare a Verona non con la testa a Berlino, perchè non avrebbe senso, ma con la testa solamente a Verona perchè bisogna chiudere il campionato nel migliore dei modi". Tiene alta la concentrazione Massimiliano Allegri. Intervenuto in conferenza stampa il tecnico toscano vuole vincere anche l'ultima di campionato a Verona. Allegri non vorrà privare ai tifosi il duello Tevez-Toni: "Tevez domani giocherà perchè non ha giocato neanche sabato scorso e quindi domani avrà la possibilità di agganciare e superare Toni. Io credo che alla fine la classifica cannonieri la meriterebbero tutti e due per quello che hanno fatto durante questa stagione. Va un plauso a Toni perchè credo che un giocatore di 38 anni con grande professionalità, fare un'annata del genere, credo non sia da tutti".
LA SCHEDA DELL'ARBITRO
VERONA-DI BELLO: <br/>TRADIZIONE FAVOREVOLE

VERONA-DI BELLO:
TRADIZIONE FAVOREVOLE

Sarà l'arbitro Marco Di Bello a dirigere il match Hellas Verona-Juventus. Il direttore di gara è nato a Brindisi il 17 luglio 1981 e di professione è bancario. II suo esordio in Serie A risale al 12 aprile 2012, in occasione di Bologna-Cagliari (1-0). Sono 9 i precedenti del direttore di gara con l'Hellas Verona, 8 al Bentegodi: 5 le vittorie, 2 con la Salernitana, entrambe in Lega Pro, (2-1 il 10 aprile 2011 e 2-0 il 12 giugno 2011 nell'andata della finale play off), una con il Sassuolo (1-0 il 4 settembre 2011 in Serie B), una con il Modena (3-1 il 30 dicembre 2012) e infine con il Varese (2-0 il 9 febbraio 2013). Tre i pareggi, con Nocerina (1-1 il 21 ottobre 2011 in Serie B) e Sorrento (1-1 l'1 dicembre 2010 in Lega Pro). L'incrocio lontano dal Bentegodi risale al 3-3 di Crotone (30 ottobre 2012). Soltanto una scontiffa, in casa, con la Fiorentina (1-2 il 23 novembre 2014 in Serie A). In 76 presenze tra Serie A, Serie B e TIM Cup, il fischietto ha estratto 359 cartellini gialli, 8 cartellini rossi diretti e assegnato 19 calci di rigore.
SCALIGERA
MINIBASKET IN FESTA <br/>CON CAPITAN BOSCAGIN

MINIBASKET IN FESTA
CON CAPITAN BOSCAGIN

Festa col capitano. C’era anche Giorgio Boscagin giovedì pomeriggio al Centro Polifunzionale Don Calabria di via San Marco, a Verona, per la festa che ha visto protagonisti assoluti i bambini del Minibasket della Tezenis Verona alla presenza dei vari istruttori e del responsabile tecnico Dimitri Scolaro. Tanto divertimento, giochi e applausi nell’ultimo appuntamento dell’annata sportiva prima del rompete le righe e di darsi tutti appuntamento all’inizio della prossima stagione.
CLASSIFICA CANNONIERI
ICARDI LANCIA LA SFIDA   <br/>"VOGLIO BATTERE TONI"

ICARDI LANCIA LA SFIDA
"VOGLIO BATTERE TONI"

"La classifica cannonieri? Certo che voglio vincerla". Icardi vuole effettuare il sorpasso su Toni e lasciare dietro anche Tevez. Lo ha dichiarato su Inter Channel l'attaccante argentino dell'Inter che prima dell'ultima giornata è staccato di un solo gol dal capocannoniere Luca Toni, a pari merito con Tevez. "Toni ha quasi il doppio dei miei anni, ma ha dimostrato di essere ancora un grande attaccante. Farò di tutto per segnare contro l'Empoli domenica, dopo aver seguito la sfida anticipata tra lui e Tevez sabato. Per un giovane come me sarebbe un grande risultato vincere la classifica dei marcatori. Se penso alle reti che mi hanno annullato... Due solo domenica scorsa", ha concluso Mauro Icardi.
INCIDENTE
Schianto contro albero      <br/>muore ragazzo di 20 anni

Schianto contro albero
muore ragazzo di 20 anni

Aveva soli 20 anni il ragazzo che questa mattina, alle 5.45, è morto in un incidente stradale a San Giovanni Lupatoto in via della Pace. Patrick Cavazza, questo il nome della vittima, stava tornando a casa dopo il lavoro, faceva il barista, quando ha perso il controllo della sua Opel Corsa e si è schiantato contro ad un albero. A tradire il giovane, molto probabilmente, un colpo di sonno, visto che sull'asfalto non c'erano segni di frenata. Inutile l'intervento dei sanitari del 118, che non hanno potuto fare altre che constatare il decesso del 20enne. Sul luogo del dramma sono arrivati anche i Vigili del Fuoco e i carabinieri di San Bonifacio per i rilievi.
REGIONALI
Campagna elettorale,   <br/>chiude Salvini a Verona

Campagna elettorale,
chiude Salvini a Verona

L'ultimo colpo di fioretto della campagna elettorale in Veneto lo tirerà Matteo Salvini: il segretario della Lega e il suo candidato, Luca Zaia, chiuderanno i giochi questa sera a Verona, in 'casa' di Flavio Tosi, il sindaco che con l'uscita clamorosa dal Carroccio ha segnato fin dall'inizio la sfida per Palazzo Balbi. Formalmente una scelta non simbolica: Verona è l'unica città nella quale i due big leghisti non sono comparsi insieme ad un comizio. Salvini da solo vi è stato più volte nell'ultimo mese. Zaia, invece, nella città del rivale ha fatto solo una breve comparsa lunedì scorso, per un incontro con i candidati della liste che lo sostengono. Oggi, alle 21, la Lega farà gli appelli finali da Piazza Dante. Ma non ci sarà alcun derby. Tosi, che come gli altri candidati è stato impegnato nell'ultimo tourbillon di interviste tv e incontri nelle piazze, anticiperà la chiusura della sua campagna "da uomo libero" - come disse all'atto della discesa in campo alle regionali - ieri sera a Noventa Padovana. Anche qui si possono scorgere delle coincidenze, che però i diretti interessati negano. A Noventa c'è l'ufficio del comitato elettorale padovano di Tosi. Ma c'è anche la sede della Liga Veneta-Lega Nord, quella di cui è stato segretario fino alla 'cacciata' decisa da Via Bellerio. Anche senza Tosi, Verona sarà comunque particolarmente affollata stasera. Perchè mentre Zaia e Salvini parleranno da Piazza Dante, in Bra, nel salotto di fronte all'Arena, chiuderà la campagna anche Jacopo Berti, il candidato alla presidenza per il Movimento 5 Stelle. Quello di Berti sarà tutto meno che un comizio: più un happening che un incontro politico, con giochi, musica e intrattenimento. Dal catino dell'Arena, intanto, arriveranno in piazza le note di Albano e Romina Power, che torneranno a cantare insieme in Italia dopo 20 anni. Chiusura di campagna nella 'sua' Vicenza per Alessandra Moretti, che oggi ha terminato lo sfiancante tour elettorale nel quale ha toccato tutti i 579 comuni del Veneto. La candidata del centrosinistra ha dato appuntamento ai propri sostenitori venerdì sera in Piazza dei Signori, per quella che si preannuncia più come una festa che un comizio. Qualche parola di Moretti dal palco, e poi via agli spritz gratuiti con concerto finale del cantante Giuliano Palma. A quel punto i giochi saranno chiusi sul serio, e la sfida per la Regione la decideranno i 4.063.486 veneti chiamati alle urne.
DISINNESCO
Bomba all'ex Arsenale,     <br/>evacuati per 700 metri

Bomba all'ex Arsenale,
evacuati per 700 metri

In vista dell'operazione di dininnesco, in programma il1 4 giugno a Verona, della bomba risalente alla seconda guerra mondiale ritrovata all'ex Arsenale, il Comando dell’8° Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago, a conclusione della verifica tecnica del raggio d’azione minimo indispensabile, richiesta dalla Prefettura per garantire la sicurezza della collettività interessata dalle operazioni di disinnesco, ha comunicato la misura di 700 metri di raggio dall’ordigno, come area da evacuare completamente. Questa zona, denominata "rossa", interesserà circa 30mila residenti che dovranno lasciare le loro abitazioni, compresi alberghi e case di riposo, situati nel centro storico e nel quartiere di Borgo Trento. In una seconda fascia, che va dal raggio di 700 a 1.000 metri (zona arancione) si potrà rimanere in casa ma, sempre per motivi di sicurezza, lontani da finestre, balconi e vetrate.
VERSO LA JUVE
PESCHIERA: PISANO  <br/>LAVORA A PARTE

PESCHIERA: PISANO
LAVORA A PARTE

Buone notizie da Peschiera: Mounir Obbadi e Rafael Marquez hanno risolto i loro piccoli problemi fisici e hanno svolto la seduta con il gruppo. Mentre continua per Eros Pisano il lavoro differenziato in palestra. Sempre assente Ionita: cure fisioterapiche per il moldavo. Nella seduta pomeridiana, il resto della squadra, agli ordini dell'allenatore Andrea Mandorlini, ha svolto riscaldamento, esercitazioni tattiche e partita.PROGRAMMA ALLENAMENTIVenerdì 29 maggio: seduta pomeridiana (ore 17) a porte chiuseSabato 30 maggio: Hellas Verona-Juventus (ore 18)
INTERVISTA AL MITICO DOPPIO EX
ESCLUSIVA Zigoni:        <br/>"Saviola deve giocare"

ESCLUSIVA Zigoni:
"Saviola deve giocare"

“Sai qual è l’unica cosa che non mi piace di Verona? Il nome dello stadio. Con tutto il rispetto per il grande uomo, Bentegodi non è un bel nome. Pensa al nome - Stadio Gianfranco Zigoni - (ride, ndr), senti come suona bene, sarebbe più bello. Però forse sai chi realmente si meriterebbe più di tutti lo stadio intitolato a suo nome? Saverio Garonzi”. Non ha bisogno di presentazioni Gianfranco Zigoni: semplicemente un mito. Sempre idolatrato dal pubblico di Verona si rese protagonista per sei stagioni in riva all’Adige, dopo un passato importante alla Juventus. Nel 1974 rifiutò l’Inter e scese in Serie B con il Verona, che grazie a lui, tornò subito nella massima serie. Un uomo privo di retorica: ha sempre detto quello che pensava ed è sempre stato poco avvezzo al “politically correct” che investe la gran parte dei calciatori nelle conferenze e nelle interviste post-partita. Per tggialloblu.it, Zigo-gol parla di Verona e Juventus tra passato, presente e futuro. Sabato alle 18 le due squadre tanto rivali si affronteranno di nuovo al Bentegodi:Arrivi ancora minorenne alla Juventus. Il ricordo più bello con la maglia bianconera?“Sono arrivato giovanissimo alla Juventus. Ho un bel ricordo perché a Torino ho conosciuto il mio idolo: Omar Sivori, ho imparato tanto da lui. Il ricordo più bello fu senz’altro il gol dello Scudetto. Anche se l’esordio fu estremamente emozionante: avevo diciassette anni, ero un bambino che sostituiva Sivori. Credo fosse il sogno di ogni ragazzino a quell’epoca”. Con la dirigenza andavi d’accordo? Lo “Stile Juve” forse era troppo restrittivo per te…“Credo che tutto sommato un po’ tutte le società siano simili. Forse c’è troppa attenzione su questo fantomatico Stile Juve. Ai miei tempi non erano poi così inflessibili, o forse io non mi sono accorto perché sono sempre stato un uomo libero. Forse una cosa che mi dava fastidio è che sono stati i primi a mettere sempre la casacca invece della maglia, che in fondo rompeva le palle mentre giocavi: era fastidiosa perché era pesante e sudavi troppo (ride, ndr). Però, anche se era un onore, forse alla fine giocare nella Juve mi stava un po’ stretto”.Ben sei anni passati al Verona. Molto probabilmente è la squadra a cui sei più legato… “Tra tutti i ricordi della mia carriera da calciatore, Verona è il più bello. La magia dell’Hellas è sempre nel mio cuore. Quando senti l’affetto della piazza non puoi che ricambiare. Poi mi sono divertito anche in altre piazze: Roma, Genova sponda rossoblù e Brescia a fine carriera. Però Verona è Verona”. Il ricordo più bello in assoluto con la maglia del Verona?“Il ricordo più bello sai qual è? Tutti. Dal giorno che sono arrivato ho visto la Valpolicella e pensai tra di me quanto fosse bella Verona. Fu tutto meraviglioso: la gente, lo stadio, i tifosi, la città. Poi guarda caso ho fatto nascere i miei figli proprio a Verona”.Il gol più bello che segnasti con l’Hellas? “Io ti dico la verità non ho mai fatto gol belli. Io non mi ricordo queste cose, il calcio non è poi così importante. Se però devo ricordare un gol particolare per esecuzione, mi ricordo un gol contro il Napoli: saltai un uomo e scambiai con Livio Luppi, poi di destro segnai da fuori area. Mi sono meravigliato perché feci gol di destro, io che ero un mancino puro ed ero parecchio negato con il piede destro (ride, ndr)”. I tifosi del Verona cosa avevano di diverso rispetto a quelli della Juve, Inter o Milan?“Sono tanto appassionanti, seguono la squadra in maniera viscerale. Io a dire la verità giocavo per loro, anche se a volte li ho traditi perché non giocavo al massimo della forma, ma quando uno vive come Steve McQueen è difficile essere sempre in forma (ride, ndr). Amavo tanto i veronesi, ho voluto lasciare sempre un bel ricordo: rifiutai l’Inter per loro”.Se non sbaglio quando il Verona retrocesse nel ‘74 tu sei rimasto a Verona in B…“Io da piccolino simpatizzavo per l’Inter. Quando siamo retrocessi i neroazzurri mi cercarono ma al presidente chiesi di non accettare l’offerta di trasferimento: perché avevo promesso ai tifosi che sarei rimasto anche in B e che saremmo stati promossi e infatti così è stato. Un pochettino mi è dispiaciuto perché l’Inter mi stava simpatica, ma feci la scelta giusta. Anche se adesso da vecchio mi sarebbe piaciuto raccontare di aver indossato la maglia dell’Inter”.Un altro tuo gesto famosissimo avvenne a fine carriera. Quando giocavi nel Brescia ti rifiutasti di giocare contro il “tuo” Verona…“Al giorno d’oggi ci sono giocatori che non esultano quando fanno il gol alla loro ex squadra. Lo trovo un po’ ipocrita: se fai un gol non credo sia una mancanza di rispetto, fa parte del gioco del calcio. Se non te la senti di giocare devi fare solo una cosa: non giocare. Mi ricordo che il grande Gigi Simoni, persona intelligente e sensibile, mi comprese e non mi fece giocare quel giorno: io al Bentegodi contro il Verona non volevo giocare. Volevo solo venire in panchina a vedere il mio amato stadio Bentegodi ma non me la sentivo di giocare contro l’Hellas in quel momento. Chi non vuole esultare semplicemente non deve giocare. Mi sembra molto più coerente e logico”.Tornando a quel famoso episodio della pelliccia, che rimane ancora indelebile, ti chiedo: se potessi tornare indietro nel tempo, quando Valcareggi ti comunicò la panchina, rifaresti la scelta di indossare la pelliccia?“Lo rifarei sempre (ride, ndr). In quel momento non ci ho pensato, sono una persona istintiva. Quel giorno faceva anche freddo e siccome avevo la pelliccia negli spogliatoi me la sono messa su. Ma non era tanto per ripicca contro Valcareggi che mi aveva lasciato fuori: avevo rispetto per i miei compagni e potevo capire che c’erano anche altri che volevano giocare. Certo, siccome sono un istintivo in quel momento gli avevo ricordato che stava lasciando il più grande giocatore del mondo in panchina (ride, ndr). Quando mi vide con cappello e pelliccia mi ricordo ancora che mi diede del matto (ride, ndr)”.Ha dato di più Zigoni al Verona o il Verona a Zigoni?“No, non c’è storia: Verona ha dato molto di più a me. Io ho dato pochissimo, anche se ho dato amore incondizionato: rifiutare l’Inter che mi offriva lo stipendio quattro volte maggiore non è da tutti, ma però Verona mi ha dato tantissimo, forse anche troppo. Potevo dare di più: ma i tifosi erano felici lo stesso e ancora oggi devo ringraziarli per questo. Sono eternamente grato a loro”. Nella tua carriera con quale allenatore ti trovasti meglio? “Simoni e Valcareggi, quest’ultimo fu come un padre per me. Mi avevano capito, avevano capito l’uomo. Poi avevo grande rispetto anche per Heriberto Herrera, anche se a volte mi rompeva i coglioni, però era un uomo onesto, non guardava in faccia nessuno. Lui riconosceva il mio valore”.Perché in Nazionale non ci fu mai la scintilla? “Io giocavo a calcio non perché ero innamorato, ma perché dovevo farlo e basta. Mi chiamarono in Nazionale dopo che vinsi il premio come migliore giovane. Io sinceramente non ci tenevo tantissimo, non sono mai stato un nazionalista. E poi avevo il terrore dell’aereo, che mi accompagna ancora adesso”.Finita la carriera da giocatore hai incominciato ad allenare nei settori giovanili. Perché non hai continuato? Non lo sentivi tuo il ruolo di allenatore?“Bravo, hai centrato il punto. Non mi sentivo un allenatore. Volevo che i ragazzi facessero come me: giocare con la palla e divertirsi. Volevano fare sempre la partitina e io li accontentavo: mezzo minuto di corsa e poi via con la palla. Dopo un po’ di anni ho detto basta, allenare non faceva per me. Così mi godo l’ozio e quando mi dicono – Gianfranco come fai a stare nell’ozio? – Io rispondo di stare benissimo: guardo la luna, le stelle, i prati, gli alberi, i miei figli e i miei nipotini. Non faccio un cavolo e mi riposo (ride, ndr). La vita è corta: anche quando giocavo mi chiedevo perché dovessi correre e sudare sotto il sole ogni giorno come un pazzo. E poi ogni tanto penso che eravamo solo venti uomini che correvano dietro ad una palla: alla fine il gioco del calcio è un gioco solo per bambini che si divertono, il calcio dovrebbe essere giocato solo fino a 7-8 anni. Guarda per esempio alcune squadre nella Liga che affrontano il Barcellona: stanno tutto i tempo a vedere gli altri giocare e fissare una palla. Mi chiedo a cosa pensino in quel momento… (ride, ndr)”Qual è la maggiore differenza tra il calcio degli anni ‘70 e quello di oggi?“Adesso si corre il doppio. L’aspetto fisico risulta più importante di quello tecnico. Mi vien da ridere quando dicono che Rivera e Maradona non possono giocare nel calcio di oggi: loro possono giocare fra cento, fra mille e forse duemila anni, la tecnica è sempre fondamentale. Però obiettivamente oggi il fisico conta molto. Noi avevamo più fantasia, più poesia. Entravamo in campo con il sorriso, oggi invece sembrano tutti pronti per fare la guerra. Noi cercavamo di divertirci: anche se purtroppo le marcature a uomo con le botte e i calci in campo ai giocatori più bravi arrivavano sempre. Soprattutto i primi anni quando subivo troppo, perdevo la testa e partivo con le gomitate e con i falli di reazione. Ma alla fine volevo bene a tutti i miei avversari. Mi ricordo ancora le facce distrutte dei giocatori del Milan dopo la “Fatal Verona”, mi ricordo che dopo tanti anni il povero Angelo Anquilletti, che non c’è più da poco, mi disse che se la sognava ancora di notte quella partita. Il calcio per certi versi è tremendo: mi ricordo che sbagliai un rigore in Roma-Napoli e ci rimango male ancora oggi se ci ripenso. Perché ti senti in debito con le migliaia di tifosi che ripongono fiducia in te in quell’istante: senti una pesante responsabilità. Poi comunque mi ricordo che ci pensò un mio compagno a segnare sulla ribattuta e vincemmo lo stesso. Ma in quel momento sarei sprofondato dalla vergogna”.C’è uno “Zigoni” nel calcio moderno che ti assomiglia? “Certo. Mio figlio Gianmarco: ha un grande fisico, ha grande tecnica. Sta facendo benissimo, logicamente al suo livello, ma lui merita molto di più. Quando lui gioca e lo guardo, da un momento all’altro sento che stia per fare gol: ha l’istinto del gol. Forse si è bruciato un po’ in B quell’anno a Frosinone. Quest’anno con la gloriosa Spal in Lega Pro ha fatto 12 gol a 24 anni pur giocando poche partite intere. Adesso a 24 anni credo sia prontissimo per palcoscenici più importanti, il Milan dovrebbe dargli più fiducia. Guarda caso gioca con la Spal, la squadra a cui io segnai il primo gol della nella mia carriera: strano il destino eh?”.Invece se dico Cassano, bestemmio? “È un giocatore che mi piace molto: lo guardo sempre con piacere, perché da un momento all’altro mi aspetto qualcosa di creativo e di affascinante. Fa parte del calcio che piace a me: accarezza la palla, la sua è una specie d’arte. Se mi assomiglia? Io ero più bello e simile a George Best (ride, ndr). Un altro grande contemporaneo è Totti: il più grande talento è stato Maradona, ma secondo me, Totti nel suo periodo migliore ci va dietro non di molto. Adesso non dovrebbe sporcare la sua carriera: se vuole fare un altro anno deve sentirsela veramente la voglia di giocare. Dovrebbe fare come Altafini a fine carriera: entrare ogni volta dalla panchina ed essere decisivo”.La Juventus quest’anno ha stupito tutti. Quanto è il merito di Allegri? E chissà Conte quanto rosica…“Conte ha fatto bene, ma poi ci si mette sempre il destino di mezzo. Io ti svelo una cosa: quando dicevano che Allegri non andava bene perché non era un buon allenatore, io ti giuro che parlando un po’ con tutti a proposito dissi che la Juve aveva preso un grande allenatore. Io mi auguro che vinca la Champions anche se a qualcuno non potrà piacere. Io non sono un grande nazionalista però in Europa spero sempre nella squadra italiana. Ci sono rimasto male anche per Fiorentina e Napoli, sono piazze calorose e attaccate alla squadra. Credo che la Juve vincerà ancora altri campionati, anche se spero possa vincere la Roma l’anno prossimo. La Juve ha vinto più di trenta scudetti, è una società gloriosa. Sugli scudetti revocati nella storia del calcio voglio dire la mia: è ora che la finiscano, devono ridare al Torino il campionato del 1927! Non è giusto: è una vergogna che non ridiano il tricolore al Toro. Anche per rispetto al Grande Torino”.Il Verona ha fatto un buon campionato?“Il Verona ha fatto un ottimo campionato, si è ripreso anche nei momenti difficili. Il mio sogno è che il Verona faccia come l’Inter: stia sempre in Serie A. Non chiedo la luna. E poi mi piacerebbe che vincesse Toni la classifica dei cannonieri, sarebbe un vanto per la città. Speriamo bene.”Saviola, talento puro spesso in panchina. Cosa ne pensi? “Saviola è un campione. A me Saviola piace tantissimo, sono innamorato: guarda la partita contro il Parma, appena è entrato la partita è cambiata. Poi come dimenticare quel meraviglioso tacco a San Siro: stupendo. Quando tocca la palla esprime pura poesia. Io non voglio giudicare nessuno, ma se fossi l’allenatore farei giocare Saviola sempre. È un giocatore che ti crea l’occasione dal nulla: per esempio quell’assist di tacco non te lo facevano 99 giocatori su 100”. Forse si guarda più alla fisicità a discapito della tecnica e dello spettacolo?“Probabilmente il problema è quello, si predilige la fisicità. Poi per carità se ci si salva ogni anno va benissimo così. Ho sofferto molto quando il Verona è retrocesso, soprattutto quando era in C. Però desidero che giochi Saviola almeno l’ultima contro la Juventus: Mandorlini spero che me lo faccia vedere almeno una partita (ride, ndr). Poi mi piace anche Nico Lopez, è veloce e ha tecnica, potevano dargli più spazio. Vedi, io non potrei mai fare l’allenatore: farei giocare davanti Toni, Saviola e Lopez insieme (ride, ndr). Questo senza mancare di rispetto agli altri giocatori che hanno dato tanto al Verona”. Un giocatore del Verona che ti ha stupito?“Jacopo Sala. Conte dovrebbe dargli un’occhiatina. Ha gamba, buoni piedi, fisico, può giocare in più ruoli. Così almeno uno del Verona va in Nazionale. Toni con 38 anni non credo rientri nei piani di Conte. Anche se Toni, visto gli ultimi due anni, meriterebbe senz’altro di andare in Nazionale”.Pronostico per sabato?“Spero che sia una festa. Credo che ci tengano tutte e due a vincere: la Juventus ha vinto lo Scudetto e vuole finire bene, il Verona si è salvato e con una big non vuole uscire sconfitta dal Bentegodi. Per me finirà con un bel pareggio. E poi si sa che Verona è sempre fatale… anche se la vittima preferita forse è più il Milan. Da Rivera e Rocco fino a Sacchi e Van Basten”.Vieni al Bentegodi sabato?“Non lo so. Siccome è venuto a casa mia figlio, credo che me la guarderò con lui bello comodo in poltrona. Il Verona al Bentegodi può battere tutti in una partita secca, anche ai miei tempi. Sai qual è l’unica cosa che non mi piace di Verona?"Cosa?“Il nome dello stadio. Con tutto il rispetto per il grande uomo, Bentegodi non è un bel nome. Pensa al nome - Stadio Gianfranco Zigoni - (ride, ndr), senti come suona bene, sarebbe più bello. Però forse sai chi realmente si meriterebbe più di tutti lo stadio intitolato a suo nome? Saverio Garonzi”.LUCA VALENTINOTTI
LETTERA DI RINGRAZIAMENTO
Avis ringrazia il Padova      <br/>per il bel campionato

Avis ringrazia il Padova
per il bel campionato

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il presidente del club biancoscudato dell'Avis, Giancarlo Agostini, ha voluto far recapitare alla Guizza ai giocatori, attraverso la vicepresidente Loredana e la figlia Elisa, per ringraziarli dell'impegno profuso in questo campionato non solo in campo ma anche nel sostegno della campagna di sensibilizzazione alla donazione del sangue. La pubblichiamo integralmente. "E' la squadra dei record 2014/2015. E' la squadra che tutti noi sognavamo. A quasi un anno di distanza da quell'indimenticabile 15 luglio 2015, data che ha segnato in modo indelebile la storia del Calcio Padova, oggi noi tifosi biancoscudati possiamo vivere e toccare con mano una realtà che ci riempie nuovamente il cuore di gioia. Oggi possiamo finalmente dire di esserci ripresi ciò che un anno fa ci è stato ingiustamente e ingiustificatamente tolto, per merito di una squadra che ha cercato e voluto prepotentemente il ritorno sul palconoscenico del calcio professionistico, per merito di una società che fin dalle prime battute ha saputo stabilire un legame indissolubile con la propria gente e la propria piazza.Sappiamo tutti che quando parliamo di Biancoscudati Padova non parliamo di una semplice società di calcio, ma parliamo di una squadra, di un gruppo, che, vittoria dopo vittoria, ha dominato senza eguali il campionato 2014/2015. Parliamo di una realtà che ha saputo ricreare entusiasmo all'interno di una tifoseria ferita, di una realtà che ha saputo riportare i tifosi allo stadio. Parliamo di un gruppo che ha sempre voluto condividere questo indimenticabile campionato con la propria gente, mescolandosi tra i tifosi, facendoli sentire parte di un progetto importante. Ma non va dimenticato che Biancoscudati Padova è ancor di più. Questa società, fuori dal rettangolo di gioco, ha voluto partecipare ad un altro campionato, quello della solidarietà, aderendo con entusiasmo e disponibilità al progetto "Obiettivo 9000".AVIS Biancoscudata sente il dovere di ringraziare pubblicamente questa società e questo gruppo di giocatori perchè, grazie anche al loro contributo, oggi la città di Padova può contare su un numero maggiore di donatori AVIS. Sentiamo il dovere di dire un semplice, ma significativo GRAZIE, a questo gruppo di persone che ha scelto, con massima disponibilità, di promuovere un importante valore sociale come quello del dono del sangue.Il campionato di "Obiettivo 9000" non è di certo finito, ma grazie all'attività di sensibilizzazione promulgata nel corso del campionato, possiamo dire di aver compiuto un piccolo grande passo verso questo traguardo importante.AVIS Biancoscudata, pertanto, ha il piacere e l'onore di rendere merito a queste persone, dirigenti e calciatori, consegnando loro, simbolicamente, la tessera di iscrizione al club come "promotori attivi" del progetto "Obiettivo 9000".E' un piccolo segno che consegnamo con orgoglio e che andrà ad aggiungersi alle numerose vittorie di questo indimenticabile gruppo. Ed è un piccolo gesto che al tempo stesso ricorderà, ad ognuno di noi, come possiamo regalare una goccia di speranza a chi sta vivendo un momento di difficoltà.Ci auguriamo che questa collaborazione, questo legame instaurato tra mondo dello sport e della solidarietà possa conitnuare in futuro sempre con maggior determinazione, affinchè l'intera città di Padova possa sentirsi nuovamente protagonista e vincere un altro importante campionato, quello di "Obiettivo 9000".Un grazie di cuore alla dirigenza, allo staff tecnico, alla squadra e a ogni singolo tifoso della Biancoscudati Padova".
FUTURO GRANATA

Si spegne la pista
Cagliari per Marchetti

Non era mai stata particolarmente calda, ma in ogni caso ora si è definitivamente spenta. Stiamo parlando della tiepida voce che voleva l'attuale direttore generale del Cittadella, Stefano Marchetti, tra i candidati a sostituire Marroccu a Cagliari. La società sarda ha infatti ufficializzato, in queste ore, l'ingaggio di Stefano Capozucca. Cosa farà allora Marchetti? Il dg granata si è preso qualche giorno per riflettere, dopo l'amara retrocessione in Lega Pro, ma aumentano a questo punto le possibilità che rimanga all'ombra delle mura costruendo il Cittadella del futuro. La società potrebbe farne il punto fermo della rinascita.
PRIMA DELLA FINE
Cunego cade al    <br/>Giro e si ritira

Cunego cade al
Giro e si ritira

Brutto incidente e ritiro per Damiano Cunego dal Giro d'Italia nel corso della diciottesima tappa. Lo scalatore veronese della Nippo Fantini si trovava in fuga quando una caduta con l'ex compagno Roberto Ferrari gli ha provocato una sospetta frattura della clavicola destra. Inevitabile l'abbandono della corsa rosa.
INDAGINE
Anziani truffati   <br/>coi rilevatori di gas

Anziani truffati
coi rilevatori di gas

Coinvolge anche Verona la serie di accertamenti disposti dalla Procura di Firenze dopo l'operazione di polizia che ha sgominato un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe agli anziani attraverso la vendita di rilevatori di fughe di gas. I truffatori, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, si recavano dalle persone anziane e le convincevano all’acquisto dicendo loro che l’installazione era obbligatoria per legge, pena il pagamento di sanzioni pecuniarie. In molti sono caduti in trappola residenti nelle città di Modena, Lecco, Roma ,Firenze. Sono così finiti nei guai per truffa aggravata in concorso, il rappresentante legale e l’amministratore unico di una nota società milanese, altri otto malfattori di origini albanese, macedone e italiana. La procura della Repubblica di Firenze ha emesso 12 decreti di perquisizione che sono stati eseguiti nelle provincie di Milano, Brescia e Verona a carico di altrettanti indagati per il reato di associazione a delinquere
L'ADDIO DEL D.S.
SOGLIANO SE NE VA    <br/>"TRE ANNI FANTASTICI"

SOGLIANO SE NE VA
"TRE ANNI FANTASTICI"

Sogliano non sarà più il direttore sportivo del Verona. Adesso non ci sono più dubbi. Questo pomeriggio il dirigente ha convocato i giornalisti per rilasciare una breve dichiarazione, senza concedere ai presenti la possibilità di rivolgere domande. "Faccio subito una precisazione: in questi due anni il Verona è stata tra le società che hanno speso meno. Tutte le decisioni sono state prese in accordo con la parte amministrativa e con la proprietà". Sogliano ha voluto rispondere così alle ultime dichiarazioni del presidente Setti che indirettamente aveva accusato il direttore sportivo di alcune operazioni (in particolare il pagamento di 10 milioni di euro ai procuratori). "Voglio ricordare - ha continuato Sogliano - la prima partita con il Verona che è stata a Modena il 24 agosto 2012 e voglio dirvi che quella con la Juventus del 30 maggio sarà la mia ultima partita con l'Hellas. Questo anche per sottolineare il percorso che abbiamo fatto. Ringrazio tutti, dal presidente a voiper quello che abbiamo fatto". Come detto, non é stata ammessa nessuna domanda.
IL PRESIDENTE DEL NAPOLI
DE LAURENTIIS: BIGON?    <br/>VUOLE TORNARE AL NORD...

DE LAURENTIIS: BIGON?
VUOLE TORNARE AL NORD...

"Bigon? Tenete presente che è del nord... Credo che sia umano voler tornare vicino a casa... Credo che abbia voglia di stare vicino alla mamma e al papà. Lui ha trovato la moglie a Reggio Calabria. Ora si avvicinerà a casa. Davanti alla sua richiesta, pur avendo un altro anno di contratto, ho detto: "Vai vai Riccardo...". Così, senza nominare la destinazione Verona, Aurelio De Laurentiis ha confermato indirettamente l'arrivo di Riccardo Bigon all'Hellas Verona.
DESIGNAZIONI
VALERI DIRIGERA'  <br/>FIORENTINA-CHIEVO

VALERI DIRIGERA'
FIORENTINA-CHIEVO

Sarà Paolo Valeri della sezione di Roma 2 ad arbitrare il match tra Fiorentina e Chievo. I guardalinee saranno Faverani e Stefani mentre il quarto uomo sarà Fiorito. Addizionali: Doveri e La Penna.
L'Opinione
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28.05.2015
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24.05.2015
Vighini Show
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Alè Verona
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Biancoscudati Channel
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Alé Padova
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25.05.2015
Dalla Terra alla Tavola
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