• VIGHINI SHOW

    OGNI GIOVEDI' SU TELENUOVO

    Lo show condotto da Gianluca Vighini. Ospiti di spessore, giocatori, giornalisti, opinionisti, tecnici e tifosi per un serrato dibattito sul Verona di Mandorlini. Dagli studi di Telenuovo all'HELLAS KITCHEN

  • BIANCOSCUDATI CHANNEL

    Ogni lunedì su Telenuovo Padova

    Quest'anno l'appuntamento è fissato per il lunedì: approfondimenti sul campionato del Padova, sulla partita, le intesviste, le polemiche. Con il vostro contributo tramite chiamate ed sms

  • TGVERONA

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  • ROSSO E NERO

    OGNI GIORNO ALLE 12:50 IL TALK SHOW DEL VENETO

    Condotto in diretta da Mario Zwirner e Luigi Primon mette a confronto gli ospiti del mondo della politica, dell'economia e delle associazioni sui temi di attualità. Dibattito arricchito dalla partecipazione del pubblico

  • ALE' VERONA

    Durante le partite del Verona

    Ogni partita del Verona la seguiamo dai nostri studi. La domenica dalle 14 o in concomitanza di una gara del Verona, Telenuovo seguirà l'evento in diretta con i commenti, la cronaca, le interviste dagli stadi.

  • ALE' PADOVA

    La domenica alle 14:15

    La domenica segui il Padova con noi..! Se i Biancoscudati giocano in casa la Moscato racconta la gara collegata dallo stadio, se giocano in trasferta invece potrete seguire tutta la gara in diretta..!

FIGURINE PANINI A VERONA
GRECO: "CESENA?    <br/>PARTITA FONDAMENTALE"

GRECO: "CESENA?
PARTITA FONDAMENTALE"

Grande festa in Brà. Tra i tanti presenti al PaniniTour2015 c'era anche Il centrocampista gialloblù Leandro Greco. Queste sono le dichiarazioni del calciatore, rilasciate durante l'evento:"Sono molto contento di essere il testimonial per questo evento. Ho voluto portare anche mi figlio perché anche lui, come lo ero io alla sua età, è appassionato di figurine e fa la raccolta. È sempre bello vedere eventi del genere, dove ci sono tanti bambini, anche se le figurine Panini non hanno età. Le figurine fanno parte del mondo del calcio da sempre ed è bello vedere mio figlio che le colleziona, mi viene in mente quando ero bambino io. La mia figurina preferita? Sicuramente quella di Baggio, era il mio idolo ed era sempre difficile da trovare, così quando la trovavo la custodivo gelosamente. La prima figurina di Greco? La prima che mi ricordo era quella con la maglia del Verona, durante la mia prima esperienza in gialloblù. Ero davvero felice di vedermi sulle figurine". Con il Cesena sarà una partita che vale la stagione: "Abbiamo ancora un giorno di riposo prima di iniziare a prepararla. Sarà una partita fondamentale, una sfida molto importante perché ci permetterebbe di allungare ancora in classifica e fare un passo deciso verso la salvezza. Bentegodi determinante? Prima ci salviamo, poi possiamo scendere in campo senza tensioni e toglierci delle soddisfazioni, magari regalandoci un finale di campionato interessante".
BASKET
NDOJA: "L'ITALIA MI  <br/>HA CAMBIATO LA VITA"

NDOJA: "L'ITALIA MI
HA CAMBIATO LA VITA"

"Per noi era fondamentale finire bene, prima della pausa. Lo stop cade proprio a pennello perché in questo periodo siamo un po’ cotti. Nell’ultima settimana abbiamo lavorato meglio che in quella precedente, ma questi giorni di riposo sono benedetti". Così Klaudio Ndoja in sala stampa al termine della gara vinta dalla Tezenis Verona contro l’Assigeco Casalpusterlengo (96-82) nella ventisettesima giornata del campionato di A2 Gold. C'è la consapevolezza del grande campionato fin qui disputato: "Siamo in testa dalla prima giornata, abbiamo dimostrato più volte di essere la squadra più forte e abbiamo vinto la Coppa Italia. Se devo essere onesto sono molto soddisfatto anche del mio rendimento individuale. Mi considero un giocatore che sa fare tante piccole cose abbastanza bene. Sono un buon tiratore, ma non emergo in nessuna voce statistica. Cerco sempre di rendermi utile sotto tanti aspetti ed è quello che sto facendo anche qua a Verona. Il ruolo non mi interessa molto. Nasco da tre, ma adesso gioco più spesso da quattro, ma per me l’unica cosa che conta è poter stare in campo. È vero che spesso mi si vede incoraggiare e spronare i miei compagni, ma se questa squadra va bene è perché queste cose le fanno tutti, anche nei momenti più difficili come l’inizio della partita di stasera. Io magari sono un po’ più visibile quando lo faccio, ma è una forza che caratterizza tutti noi. Già del precampionato si vedeva che questo era un gruppo speciale. Abbiamo tutto per vincere questo campionato". Non mancano le parole in riferimento all'amico NBA, Danilo Gallinari: "Lui è un fenomeno e ha appena fatto 40 punti in una partita NBA. Non mi ha ancora scritto, ma sono sicuro che sarà felice di sapere che siamo ancora in testa alla classifica e che possiamo portare Verona lì dove merita. Il gesto che faccio con le mani quando segno canestri importanti? È l’aquila dell’Albania. Si tratta di un simbolo che ho anche tatuato sulla schiena. Da pochi mesi sono diventato italiano e sarò sempre grato a questo paese perché mi ha cambiato la vita, ma il mio cuore è sempre legato alla terra dove sono nato. Dopo la tripla da venti metri non ho fatto l’aquila perché non sapevo cosa fare. È stato un canestro incredibile. Non capita tutti i giorni. Ho semplicemente esultato lasciandomi trasportare dall’emozione".
L'INTERVENTO DEL VECCHIO LEADER
BOSSI: SVARIONE SU TOSI  <br/>MI SCRIVA PER RIENTRARE

BOSSI: SVARIONE SU TOSI
MI SCRIVA PER RIENTRARE

"Sono io che decido se uno espulso può rientrare o meno. Basta scrivere a me. Io non mi macchierò mai dell'ignominia di mettere fuori una persona che ha creduto per oltre 20anni nella Lega, per nessun motivo". Così ha parlato Umberto Bossi, riferendosi evidentemente alla recente espulsione di Flavio Tosi dalla Lega Nord. "Non l'avrei fatto in campagna elettorale, c'è il rischio faccia l'accordo con Berlusconi contro Zaia. Mi auguro si possa rimediare allo svarione che abbiamo fatto" ha concluso il vecchio leader che in passato non aveva risparmiato frecciate e battute al veleno nei confronti di Tosi.
INTERVISTA ESCLUSIVA
ESCLUSIVA Sconcerti: "Su         <br/>Verona, Chievo, Toni..."

ESCLUSIVA Sconcerti: "Su
Verona, Chievo, Toni..."

Mario Sconcerti. Esponente di punta del giornalismo sportivo italiano. Editorialista del Corriere della Sera e opinionista principe di Sky. Per sfruttare la settimana di riposo del campionato, la redazione di tggialloblu.it lo ha contattato per regalarci una sua analisi della stagione delle veronesi e dei suoi interpreti. Avendo anche un occhio di riguardo per rammentare gli anni passati:Il Verona viene da un autunno sofferente. Adesso è più tranquillo. Come valuta il suo campionato?“Sta facendo il campionato che mi aspettavo. È una squadra solida, molto ben allenata. Ha un giocatore che fa ancora la differenza come Toni. Ha sostituito intelligentemente un giocatore come Iturbe, con altrettanti buoni giocatori. Certo non ha il passo dell’anno scorso, però è una squadra soprattutto molto equilibrata”.Il giocatore che più l'ha colpita?“Personalmente mi piace molto Tachtsidis. Oltre ad essere un buon recuperatore di palloni, ha un ottimo senso della posizione, mi piace molto quando riparte. E sa comunque anche costruire. Ma ci sono tanti altri buoni giocatori nella rosa scaligera. Così come aveva ottimi giocatori l’anno scorso”.Iturbe e Jorginho stanno faticando via da Verona…“Iturbe, oltre agli infortuni, si è ritrovato in una Roma sbagliata. Non si può pretendere di chiedergli 20 gol a campionato. È stato considerato troppo presto un giocatore decisivo. Può darsi che lo diventi in futuro. Mi aspettavo molto di più da Jorginho. Si muoveva come un giocatore fatto, completo. Era proprio quel tipo di giocatore che mancava al Napoli. Probabilmente gli è mancato il salto di qualità che si necessita in una grande squadra”.Verona da due anni a buoni livelli in Serie A: più merito di Sogliano o di Mandorlini?“È merito di tutti e due. Mandorlini è stato riconfermato dalla società. In particolare Sogliano e la dirigenza sono stati bravi a vendere e al contempo trovare sostituti all’altezza. Devo dirti che nell’ambiente è giudicata come una società che non prende gli scarti degli altri, ma che prende i giocatori che solo realmente interessano. Il Verona si sceglie i giocatori. E questo non è da tutti”.Saviola e Nico Lopez sono giocatori molto tecnici che Mandorlini considera poco. Che idea si è fatto?“Nico Lopez mi sembra un giocatore che sia stato molto determinante. Ha una velocità ragguardevole. Quando la partita arriva ad un certo punto, lui ti fa la differenza e spesso ci riesce. È sempre utile avere un occhio di riguardo per lui. Saviola si commenta da solo per le sue qualità, è un giocatore ancora importante. Però lo vedo più come un giocatore da ultimi venti minuti al giorno d’oggi”. Ultimamente neanche 20…“Non so come si allena Saviola. Spetta a Mandorlini decidere. Anche se devo dire che l’ex Barcellona è un po’ come Iturbe: ha grandi doti ma è stato giudicato fuoriclasse troppo presto”.Rafa Marquez ha un po’ deluso. È stato un errore portarlo in Italia a fine carriera?“Ha molto deluso. Secondo me è stato un errore prenderlo. Mi sembra un giocatore a cui è rimasto poco dentro ormai”.Non crede che faccia fatica perché si trova in una squadra che non gioca principalmente con il baricentro alto?“Non credo. È proprio un problema di età. È un problema di forza e di contatto con l’avversario. Quando deve andare a contrastare un avversario, fa fatica a stargli dietro. Un difensore come Nesta lo raccontò bene: quando vide Messi andargli via, si rese conto che era ora di smettere”.Il Verona dal 2002 al 2013 è stato fuori dal grande calcio. Addirittura in C. Come è stata vista all’esterno questa decade di assenza? “Il grande calcio complessivamente se ne frega di tutti. Persino di stesso. Non puoi preoccuparti degli altri, hai già abbastanza problemi per conto tuo. Però Verona è una delle tappe classiche del grande calcio. Anche se per un motivo o per l’altro cade in disgrazia, viene aspettata e si dà per scontato che ritorni”.Il Verona scudettato 84-85. Un ricordo di quell’anno? “Io lo studiai molto. Ero giovane ma facevo questo mestiere già da tanti anni. Spesso andavo da Bagnoli ad osservare i suoi allenamenti per cercare di capirlo. Bagnoli, e l’ho messo nei miei libri, fu il primo ad attuare il pressing a tutto campo. Lo inventò lui. Per esempio se la Juventus o L’Inter giocava con Liam Brady, questi non era abituato ad essere seguito da un mediano. I registi erano liberi di giocare la palla. Contro il Verona di Bagnoli, Brady appena toccava palla anche nella sua metà campo, aveva Sacchetti alle costole”.Il giocatore più determinante dello Scudetto?“Non indico un giocatore. Indico Bagnoli. Basta vedere il centrocampo di quegli anni: Bruni, Sacchetti e Di Gennaro. Buoni giocatori ma erano scarti della “mia” Fiorentina. Il merito eccezionale di Bagnoli fu quello di farli rendere al massimo”.Quando si rese conto che il Verona di Bagnoli avrebbe vinto lo Scudetto?“Me ne resi conto in Fiorentina-Verona del girone di ritorno. In tanti anni ho imparato una cosa: la forza di una squadra o di un singolo giocatore la comprendi quando ce l’hai come avversario. In base all’elevata percezione della paura che ti causa una squadra o un singolo giocatore dal vivo. Se lo vedi giocare in televisione, o anche in una partita che non senti emotivamente, la valutazione diventa solo tecnica e basta. A Firenze i gialloblù erano sotto e in 20-25 minuti fecero una rimonta straordinaria. Vinsero 3-1 grazie ad una doppietta di Galderisi”.Una curiosità. Quello fu l’unico anno in cui ci fu il sorteggio integrale degli arbitri. Pura coincidenza?“Non fu proprio integrale al 100%. Si andava a “scatole”. Ma comunque di sicuro quell’anno fu un anno con meno discussioni rispetto al solito”.Rimanendo in tema di arbitri... Moggi e Giraudo prescritti. Che idea si è fatto?“Eh amico mio è la legge. Non l’ho fatta io (ride, ndr). Piuttosto mi ha colpito che tutte le accuse siano state confermate. Questo non vuol dire che a Moggi gli auguravo la galera. Non auguro a nessuno la galera. Importante è che però, è stato ribadito che fu associazione a delinquere tesa ad alterare le partite”.Parliamo del Chievo. Gli anni passano ma si salva sempre. Quanto merito a Maran rispetto a Corini?“Il Chievo è sempre una sorpresa piacevole. Maran è bravo. Lo sanno tutti. Però ho visto un cambiamento radicale da quando si è insediato. A parte quella serie di tre-quattro sconfitte consecutive subite a spese delle Big, è una squadra tosta, che ti rompe le scatole e che sa anche giocare a pallone. La società ha cambiato modo di esistere. È passata dalla valorizzazione dei giovani, all’acquisto di giocatori già rodati. Il Chievo non è più quel formidabile vivaio nazionale che è stato all’inizio. Adesso compra i vari Hetemaj e Paloschi, giocatori che hanno già esperienza di Serie A”.Tra l’altro si sta salvando anche senza Sartori, considerato un po’ il suo Deus ex machina. Si aspettava il divorzio Sartori-Campedelli? “Apprezzo molto Sartori. Quando ero Direttore Generale della Fiorentina cercai di portarlo a Firenze. Ci vedemmo alla periferia del capoluogo toscano a casa di Carlo Pallavicino. Parlammo a lungo, mi sembrava molto disposto. Poi la cosa tramontò, secondo me ci sarebbe stato bisogno di qualche telefonata in più, ma pazienza… andò così. Il loro divorzio non mi stupisce. Dopo tanti anni può succedere di dividersi”.Un dato originale. Hetemaj è il giocatore che ha subito più falli in Europa (116). Più di Okaka e Cuadrado. La stupisce visto che ha più fama di incontrista?“Un po’ mi stupisce, però è anche un giocatore d’ordine. Da lui passa molto il gioco. Porta molti palloni. Probabilmente gli avversari studiano prima la manovra del Chievo, e prevedono a chi possa finire il pallone, così giudicano Hetemaj il portatore di palla designato, la chiave del gioco del Chievo, e per evitare di farlo giocare, decidono di portare pressione su di lui. Quindi aumenta su di lui la percentuale di subire fallo”.Paloschi è definitivamente sbocciato?“Credo che abbia trovato finalmente la sua dimensione. In ogni altra squadra farebbe il “secondo”. Gli manca ancora una definitiva crescita. Non supera ancora la quota “dieci gol”. Anche se dieci gol sono comunque importanti”.Il Chievo 2001-2002 e la favola Del Neri. Un Ricordo di quell’anno?“Rimanemmo certamente tutti stupiti della meravigliosa favola del Chievo. Però mi ricordo anche i movimenti e gli schemi di Del Neri che erano veramente certosini. Fu davvero un capolavoro. Se i punti del Chievo li avesse ottenuti una grande squadra, con il materiale a disposizione, sarebbe stata una leggenda. Il difetto di Del Neri, forse è quello che è rimasto uguale a stesso, non si è evoluto. Ma al Chievo fu senz’altro l’artefice principale di quel capolavoro”. Effettivamente sulle fasce aveva Eriberto (Luciano) e Manfredini. Non certo Bagni e Bruno Conti…“Quando le piccole squadre vanno benissimo, senz’altro il merito sta al vertice. Del Neri era l’uomo giusto per guidare quella squadra. Anche se alcuni giocatori non erano mica tanto male. Eriberto era un giocatore che quando partiva sulla fascia, faticavi a contenerlo. Certo non era un fuoriclasse. Ma era un brasiliano in forma. Quelli che ti fanno 3-4 stagioni alla grandissima”.Alla fine dell’andata avrebbe scommesso addirittura la vittoria del campionato? Prima di Natale era primo.“No, era impossibile. Perché le squadre piccole, come per esempio il Sassuolo quest’anno, dopo che raggiungono il loro traguardo si rilassano sempre. Se poi combatti per lo scudetto ti spaventi”.Lei è tifoso viola. Ha dei rimpianti per l’addio di Luca Toni? “Mi dispiace che i Della Valle non abbiano creduto in lui. Gli fu offerto un posto come dirigente nel settore giovanile. Ma lui giustamente voleva giocare e sta dimostrando di avere ancora tanto voglia. Il mio vero rimpianto è un suo splendido pallonetto a scavalcare Buffon in un Fiorentina-Juventus che era sul 1-1, che lentamente stava andando in porta. Ma l’ultimo ciuffo d’erba fece sbattere il pallone sul palo. Un rimpianto molto grande… (ride, ndr)”. Toni è il miglior marcatore italiano. Conte dovrebbe farci un pensierino?“Non avrei mai pensato che Toni a trentotto anni sarebbe stato ancora una macchina da gol. Però adesso credo che la Nazionale debba essere sempre un picco di investimento per il futuro. Casomai doveva essere chiamato da Prandelli in Brasile quando avevamo due soli centravanti ed inesperti: Balotelli e Immobile. Un uomo di esperienza come lui sarebbe servito. Convocarlo adesso equivarrebbe a dire che io torni a dirigere i giornali: non credo ce la farei nemmeno come energia. Sarebbe bello chiamarlo in futuro per fargli chiudere la carriera con la maglia azzurra”. Polemica oriundi. Che posizione prende? Non è un po’ ipocrita rispolverarla adesso nel 2015?“Concordo. Sinceramente io non riesco a vederla nemmeno come una polemica. È una polemica che si scopre ottanta anni dopo, e dopo tre mondiali vinti con gli oriundi. Mancini questa volta ha detto una sciocchezza. Non si può accorgersi dopo ottanta anni della questione e non considerare tutti i vantaggi che si sono avuti dalla loro presenza”. LUCA VALENTINOTTI
TEZENIS
PEDROLLO CAVALIERE  <br/>DELLA REPUBBLICA

PEDROLLO CAVALIERE
DELLA REPUBBLICA

Gianluigi Pedrollo, presidente della Scaligera Basket, è stato insignito sabato mattina, 28 marzo, dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana per i suoi meriti di imprenditore e per il suo alto ruolo sociale in Italia e all’estero. La cerimonia, iniziata alle 10:30, si è svolta a Verona al palazzo della Gran Guardia.
A2 GOLD
Tezenis avanti tutta, ko    <br/>Casalpusterlengo 96-82

Tezenis avanti tutta, ko
Casalpusterlengo 96-82

Vittoria doveva essere e vittoria è stata, contro Casalpusterlengo - capace di vincere otto delle ultime undici partite - domata con carattere e lucidità. Conformante il pieno recupero di Ndoja, chirurgico con un paio di triple esiziali, una scagliata da 20 metri sulla sirena del quarto mandando in visibilio il popolo del Palaolimpia. E per l'uomo del paese delle Aquile anche 11 rimbalzi. Devastante Darryl Monroe, che ha scritto 27. Il primo posto matematico è sempre più vicino. Avvio sofferto della Tezenis che alla fine del primo quarto Tezenis è sotto 21-26 contro Casalpusterlengo. Reazione in avvio del secondo periodo e Verona con 5 punti di fila di Umeh, due liberi di Giuri e una tripla di Ndoja aggancia e sorpassa sul 31-28 dopo meno di tre minuti. Umeh mette un'altra tripla, poi Reati scodella (39-35) ma i lodigiani non mollano e pescano un gioco da tre. Un'inteferenza sul contropiede di Ndoja regala ancora il +3, Reati schiaccia il 43-38 al 17'. I liberi di Monroe e Bosca spingono i gialloblù sul 47-38, il centro della Tezenis inchioda in contropiede la schiacciata che porta il vantaggio veronese in doppia cifra: 49-38 a 1'51" dall'intervallo. Young interrompe il digiuno ospite, ma al riposo i giganti di Ramagli sono avanti 53-42.Nella ripresa Casalpusterlengo risale fino al 60-54 finalizzando due palle recuperate di fila, Verona tiene botta e riporta il divario in doppia cifra con Monroe: 66-56 a metà frazione. Young fa male (66-60), Denik lanciato in contropiede dà il +9, ma gli ospiti non cedono: 71-68 al 29' con un gioco da 3 di Sant Roos. La Tezenis piazza un altro strappo e all'ultima pausa è avanti 79-70 con un triplone di Klaudio Ndoja da oltre metà campo sulla sirena. Dopo un contestato antisportivo botta e risposta dalla grande distanza tra Sant Roos, Ndoja e Carrizo; il pubblico provoca Young che risponde con un tap-in di grande atletismo (84-77), Giuri va a prendersi un fallo nel traffico però fa 1/2 dalla linea della carità. La tripla di Reati libera l'urlo del Palaolimpia per l'88-77 al 35'. Saccaggi sbaglia due liberi sanguinosi per le residue speranze dell'Assigeco e il countdown finale consegna alla Tezenis la ventesima vittoria in campionato con i tifosi che invocano i 100 punti e finisce con la standing ovation. Adesso arriva la sosta, più che mai gradita per ricaricare le pile gialloblù. TEZENIS VERONA-ASSIGECO CASALPUSTERLENGO 96-82Parziali: 21-26, 53-43; 79-70Tezenis Verona: De Nicolao 6 (3/6, 0/4), Umeh 22 (5/6, 4/6, 0/1), Boscagin 2 (0/2 da tre, 2/2 tl), Ndoja 17 (4/5, 3/8), Monroe 27 (10/12, 0/1, 7/10); Gandini (0/1 da tre), Giuri 9 (0/1, 2/3, 3/4), Reati 13 (3/4, 2/3, 1/2). Bartolozzi e Mazzantini. All.: Alessandro Ramagli.Assigeco Casalpusterlengo: Saccaggi 4 (1/3, 0/3, 2/4), Young 25 (7/11, 3/6, 2/3), Sant-Roos 27 (5/6, 5/8, 2/3), Ricci 7 (2/3, 1/3), Poletti 6 (2/7, 2/4 tl); Carrizo 6 (0/1, 2/2), Chiumenti (0/4), Vencato 7 (3/7, 1/3). Costa e Maghet n.e.. All.: Andrea Zanchi.Arbitri: Moretti, Lestingi, Saraceni.NOTE - Progressione: 5' 8-16, 15' 39-38, 25' 64-56, 88-78 al 35’. Tiri liberi: Tezenis 13/19, Casalpusterlengo 9/17. Tiri da due: Tezenis 25/34, Casalpusterlengo 20/42. Tiri da tre: Tezenis 11/28, Casalpusterlengo11/22. Rimbalzi: Tezenis 35 (28 dif. + 7 off.; Ndoja 11), Casalpusterlengo 29 (20+9, Sant-Roos 7). Assist: Tezenis 26 (De Nicolao 9), Casalpusterlengo 9 (Young e Saccaggi 4). Spettatori: 2981.
ANTICIPO SERIE D
Battuto anche il Dro,   <br/>Padova a 22 vittorie

Battuto anche il Dro,
Padova a 22 vittorie

Contro il Dro il Padova conquista la 22esima vittoria in campionato. Vedendo sempre più nitida di fronte a sè la luce della Lega Pro in fondo al tunnel del campionato. Per la matematica bisognerà attendere ancora qualche partita (e le prossime due, contro Clodiense e Sacilese, non saranno affatto facili) ma oggi al tifoso basta festeggiare la quarta doppietta stagionale di Savio Amirante e un successo stra meritato dall'intera squadra. Al termine di una sfida messa subito in salita dall'infortunio, dopo appena un minuto di partita, capitato al portiere Petkovic. In uno scontro di gioco con Niccolini e un avversario, il numero uno biancoscudato ha rimediato una botta alla nuca, rimanendo a terra per qualche minuto. Poi si è rialzato e ha ripreso a giocare, ma, avvertendo un giramento di testa, al 3' ha chiesto il cambio. Che si è trasformato in un doppio cambio obbligato per Parlato perché il secondo portiere Cicioni è un over e dunque, per ripristinare i 4 under in campo, l'allenatore del Padova ha dovuto sostituire anche Segato inserendo Mattin. Niente male: nelle difficoltà, si sa, da sempre il Padova si esalta e difatti, all'8', è arrivato il gol che ha sbloccato la partita: sugli sviluppi di un corner battuto da Petrilli, Ilari ha raccolto il pallone fuori dall'area, ha visto libero Niccolini sulla sinistra e l'ha servito. Il difensore ha tirato in porta, Bordignon non ha trattenuto la sfera e il sinistro di Amirante non l'ha perdonato. 1-0 e tensione che si è distesa ancora di più al 35' quando Amirante, lanciato da Petrilli sugli sviluppi stavolta di un calcio d'angolo contro, ha approfittato al meglio del velo di Salvadori per andare a buttare il pallone all'incrocio e realizzare il 2-0. Nella ripresa non è successo molto altro: il Dro ha provato a salire, il Padova lo ha aspettato correndo l'unico rischio al 45' quando Cicioni ha chiuso alla perfezione lo specchio della porta a Cicuttini. Poteva esserci gioia, nel finale, anche per Ferretti, entrato in campo al 40' al posto dell'osannato Amirante: la sua conclusione ravvicinata sulla punizione di Petrilli però è finita alta. Non si preoccupi l'argentino: tornerà anche il suo momento. Molto presto. (Martina Moscato)
INFLUENZA
Aviaria, per un capo      <br/>abbattuta un'oasi

Aviaria, per un capo
abbattuta un'oasi

Non un allevamento, ma una piccola oasi da eliminare. Compresi quegli animali selvatici che hanno nidificato vicino a recinti e stalle. Ci sono piccoli di anatra e nidi pieni di uova di uccelli. Sono le regole quando gli accertamenti sanitari individuano un possibile focolaio di aviaria. Cosa successa in un'azienda agricola di Cà degli Oppi dove l'influenza che colpisce i volatili però non si è in realtà mai manifestata, perchè non c'è stato nessun capo morto a parte quelli già abbattuti motivi sanitari. "La prassi sappiamo che è questa. Bisogna accettarla. Ma rimaniamo con l'amaro in bocca per in questa piccola oasi naturale che si è creata negli anni c'è la nostra vita. Io da quando sono piccolo mi sono sempre svegliato con i pavoni, i galletti, le anatre e il cane. Da lunedì mi rimarrà solo il cane" commenta Antonio Evangelisti, uno dei titolari dell'azienda agricola "Il Fornello". Nessuno della famiglia Evangelisti ha contestato il provvedimento. Ma resta appunto l'amarezza per una forma quasi accellerata di prevenzione che ha portato ad abbattere i primi capi ancora prima della firma dell'ordinanza comunale che ordinasse gli stessi. Senza la possibilità di una contro analisi. "Noi abbiamo pochissimi animali in gabbia. Verranno abbattute anatre selvatiche arrivate dalla palude vicina come il pavone che cammina, la tortora, il corvo o la gazza che ha nidificato sopra gli alberi. Solo perchè sono all'interno di un'area che ha un numero civico e un cancello. Qui verrà fatta terra bruciata di tutti i pennuti". L'abbattimento di tutti i volatili proseguirà lunedì. Il timore di contagio è troppo grande in una zona, la bassa veronese, che ospita il numero più alto di allevamenti avicoli del Veneto e il settore resta un cardine per l'economia veronese.
ARGOMENTO
Lega, Gazebo in piazza     <br/>a sostegno di Zaia

Lega, Gazebo in piazza
a sostegno di Zaia

Riconfermare Luca Zaia alla guida del Veneto e aumentare gli iscritti. Negli obiettivi fissati pochi giorni a fa a Verona da Matteo Salvini, il ritorno della Lega Nord nelle piazze di città e provincia. Oggi pomeriggio il gazebo del carroccio era presente in Piazza Erbe per il volantinaggio a sostegno di Zaia. Presenti oltre al segretario provinciale Paternoster, il senatore Paolo Tosato, l'assessore alla sanità del Veneto Luca Coletto, il vicepresidente della Provincia Gualtiero Mazzi e i Giovani Padani. Nelle prossime settimane i dati ufficiali dei nuovi iscritti del carroccio in aumento del 50% rispetto allo scorso anno. Gazebo che saranno presenti ancora domani in Piazza Erbe e a San Massimo in città e in diversi comuni della provincia tra cui Sona, Lugagnano, Sommacampagna e San Pietro in Cariano.
INCIDENTE
Esce di strada a Peri     <br/>Grave motociclista

Esce di strada a Peri
Grave motociclista

L'elicottero di Verona Emergenza è intervenuto nel primo pomeriggio a Peri per una fuoriuscita autonoma di un motociclista. L'uomo trovato ancora cosciente dagli operatori del 118 ha riportato diversi traumi ed è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Borgo Trento.
ARGOMENTO
Volanti, arrestati   <br/>due stranieri

Volanti, arrestati
due stranieri

Due gli arresti degli agenti delle Volanti nelle operazioni di controllo del territorio in città. Il primo episodio ieri pomeriggio in via righi dove un immigrato ha infranto il vetro di un'auto per rubare una borsa. Notato da un passante, l'uomo, 26 anni, ucraino, è stato fermato poco più tardi nel parcheggio della Coldiretti lungo viale del lavoro. Il secondo intervento in serata, per sedare una lite tra nordafricani in piazza Erbe. Uno degli stranieri, marocchino, 20 anni, si è scagliato anche contro gli agenti finendo per essere arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
DIVERTIMENTO
I 40 anni di Gardaland    <br/>festa con Oblivion

I 40 anni di Gardaland
festa con Oblivion

Oltre 20 milioni di euro di investimento stanziati da Merlin Entertainments, per il mercato italiano con Oblivion - The Black Hole, il primo Dive Coaster in Italia e il più lungo in Europa. E' con questa novità, montagne russe a caduta in picchiata verticale, che oggi Gardaland ha inaugurato il 40ennale di attività al servizio del divertimento. "Oblivion rappresenta un investimento davvero importante per Gardaland, pensato direttamente per il consumatore italiano, nostro obiettivo centrale", ha spiegato Aldo Maria Vigevani, ad di Gardaland. Il rollercoaster, alto 42,5 metri, un percorso lungo ben 566 metri, una velocità che sfiora i 100 km/h, una discesa in picchiata verticale con un'inclinazione di 87°, sorge in un'area di 13.000 metri quadrati. Per i suoi 40 anni Gardaland festeggia anche con un restyling in varie aree. Un Parco rinnovato a partire dai "Corsari" con il Pirates Shop, al Fast Food Blue Tornado fino all'area Fantasy Kingdom. "La stagione 2014 di Gardaland - ha osservato Vigevani - è stata positiva nonostante l'economia italiana non avesse mostrato decisi segni di un'effettiva ripartenza. Gardaland, invece, ha avuto un'ottima annata e questo grazie al fatto di avere comunque presentato al pubblico prodotti coinvolgenti, di grande emozione e adatti sia ai grandi che ai piccoli. E anche di avere aperto ad alcuni importanti mercati stranieri". Nel Parco sono incrementate le presenze dei turisti tedeschi, olandesi e inglesi e si sono registrate anche presenze di turisti provenienti da Svizzera, Danimarca, Irlanda e Israele. (ANSA).
INCONTRO SPONSOR
HELLAS VERONA OSPITE    <br/>DI LEADERFORM

HELLAS VERONA OSPITE
DI LEADERFORM

Verona ospite di Leaderform. Martedì 31 marzo alle ore 14 una delegazione composta da squadra, staff tecnico e dirigenza dell'Hellas Verona FC visiterà la sede del co-jersey sponsor Leaderform (via Molina 14, Sona), da oltre 4 anni vicino ai gialloblù. Un happening in cui si incontreranno una delle più grandi e importanti aziende italiane nel settore del direct marketing e della business communication e una società che continua a guardare al futuro, per condividere idee e costruire insieme tanti successi.
RIPRESA
Peschiera, porte aperte    <br/>fino a mercoledì

Peschiera, porte aperte
fino a mercoledì

Riprenderà lunedì la preparazione dell'Hellas in vista della ripresa del campionato contro il Cesena sabato prossimo alle 15 al Bentegodi. Fino a mercoledì porte aperte ai tifosi a Peschiera. La seduta di giovedì e la rifinitura di sabato saranno invece a porte chiuse.
AMICHEVOLE
CHIEVO: TRE SBERLE     <br/>AL NOVA GORICA

CHIEVO: TRE SBERLE
AL NOVA GORICA

Il Chievo si dimostra ancora in forma. Nell'incontro amichevole di oggi a Veronello batte con un perentorio 3-0 gli sloveni del Nova Gorica. Mister Rolando Maran ha schierato, soprattutto nel primo tempo, una formazione a trazione anteriore con Meggiorini e Botta ad agire come esterni di centrocampo e le due punte Paloschi e capitan Pellissier. Nel secondo girandola di cambi per entrambi gli allenatori con l’ingresso di alcuni ragazzi della Primavera di mister Lorenzo D’Anna tra le fila dei gialloblù.CRONACA. Al 20’pt Cofie apre sulla sinistra per Meggiorini che di petto in elevazione appoggia per Pellissier. Il capitano lancia in profondità con un perfetto esterno destro Paloschi che batte l’ex Primavera del ChievoVerona Grega Sorcan. Ottima combinazione delle tre punte gialloblù. Il secondo gol arriva al 32’pt: corner per i gialloblù, Botta scambia corto con Schelotto. La palla torna sui piedi dell’attaccante argentino che serve un perfetto cross di sinistro in mezzo all’area di rigore. Tra tutti è il capitano Pellissier a staccare in modo perfetto e di testa segna il raddoppio. Paloschi cala il tris al 18'st: Schelotto corre sulla fascia destra palla al piede, crossa in area rasoterra e ancora Paloschi insacca di destro battendo il portiere sul secondo palo.TABELLINOCHIEVO 3 - NOVA GORICA 0Marcatori: 20’ pt Paloschi, 32’ pt Pellissier, 18’ st PaloschiA.C. ChievoVerona: Bizzarri (1’ st Seculin), Schelotto, Sardo, Gamberini (28’ st Mansi), Frey (17’ st Anderson), Botta, Izco (17’ st Maldonado), Cofie, Meggiorini (38’ pt Vajushi), Pellissier, Paloschi (28’ st Jallow)A disposizione: Bianchi, Bertoldi M., Yamga, Damian, Oprut.Allenatore: Rolando Maran.ND Gorica: Sorcan (1’ st Gallineta), Palumbo (1’ st Boccaccini), Innocenti (1’ st Vetrih), Jogan, Caputo (35’ st Di Cecco), Martinovic (17’ st Ferri), Sirok, (1’ st Majcen) Slivka (30’ st Johnson), Pasqualini, Zigon (Osuji), Eleke (1’ st Dzuzdanovic).Allenatore: Cesare Beggi.Arbitro: Ros Riccardo di Pordenone.
INFORTUNI
Obbadi e Ionita    <br/>a rischio per il Cesena

Obbadi e Ionita
a rischio per il Cesena

Arrivano brutte notizie dalle nazionali dove sono impegnati Obbadi e Ionita. Il primo salterà l'amichevole con l'Uruguay per un problema al ginocchio, il secondo invece è uscito nel corso del primo tempo della partita Moldavia-Svezia valevole per la qualificazione a Euro2016. Entrambi sono a rischio per la partita contro il Cesena.
BORGO VENEZIA
Soffitte in piazza   <br/>Enorme successo

Soffitte in piazza
Enorme successo

Si chiama Garage Sale coniato in “Soffitte in Piazza” dalla sesta circoscrizione che per la quarta volta ha portato appunto in piazza in Borgo Venezia tantissime persone decise di liberarsi delle cose in esubero ma in buono stato e venderle. E così le storiche macchine da scrivere e l’oggettistica d’antiquariato hanno fatto da contraltare a pezzi da collezione come bambole, fumetti e orologi e non sono naturalmente mancati i capi d’abbigliamento e i giocattoli. Il tutto condito da quel tocco d’entusiasmo tipico di giornate come queste…di festa e condivisione che ha visto diverse associazioni anche benefiche partecipare a un’iniziativa di matrice anglosassone ma ormai divenuta veronese a tutti gli effetti.
CALCIO FEMMINILE
AGSM: NOTTE FONDA        <br/>BRESCIA NE FA QUATTRO

AGSM: NOTTE FONDA
BRESCIA NE FA QUATTRO

Brusco stop per le ragazze di mister Longega. L'Agsm dopo il vantaggio iniziale firmato Bonetti si fa recuperare dal Brescia subendo un incredibile rimonta. Da segnalare una doppietta della ex Girelli. Ora le lombarde sono a -1 dal Verona.CRONACA. Mister Longega deve rinunciare in extremis al centrale difensivo Cecilia Salvai febbricitante, in campo la giovane Marconi.Verona parte bene e la prima conclusione è proprio della squadra gialloblù con Fuselli che tuttavia non impensierisce Marchitelli.Brividi poco dopo nell’area veronese per un pallone che attraversa tutta la porta davanti a Ohrstrom, ma nessuno interviene. Ci prova di testa Rosucci ma la sua incornata termina altissima. Più pericolosa l’incornata dell’ex Karlsson con sfera a lato.Veronesi in vantaggio al 28?: Sipos di testa mette in mezzo, Bonetti stoppa e di destro infila il pallone sul secondo palo.Le scaligere, galvanizzate dal vantaggio, vanno vicinissime al raddoppio, ma Gabbiadini non arriva alla deviazione sotto porta sull’assist di Sipos.Brescia pericoloso con la punizione di Girelli, Ohrstrom ingannata dal pallone si rifugia in angolo. Le veronesi rispondono con l’incornata di Federica Di Criscio che non inquadra la porta.Gara intensissima, con le due squadre che non si risparmiano nonostante il primo pomeriggio caldo.Prima del riposo azione delle veronesi con Gabbiadini che in area apre per la solissima Bonetti. Il furetto gialloblù ha tutto il tempo di preparare la conclusione ma la sfera termina a lato.Il tempo si chiude con il tentativo dalla lunga distanza senza esito da parte di Panico. Squadre negli spogliatoi con il prezioso vantaggio veronese.La ripresa si apre con il pareggio bresciano: cross di Rosucci, Tarenzi appostata sul secondo palo appoggia in rete da due passi. Brescia molto determinato nei secondi 45 minuti, ma Verona che può far male in contropiede.Girelli ci prova in un’area gialloblù affollatissima ma Ohrstrom respinge con i piedi.Al quarto d’ora giunge la rete del vantaggio per le rondinelle: la difesa scaligera non riesce ad allontanare il pallone in mischia e la solita Tarenzi mette dentro il pallone della doppietta personale.Attacca a testa bassa il Brescia, direttore di gara che stenta a mantenere la partita nei canoni della normalità.Le lombarde mettono alla freccia al 18? quando sul pallone scodellato in mezzo dalla bandierina Cristiana Girelli incorna alla perfezione.Trascorre solamente un minuto ed il Brescia si guadagna un calcio di rigore per il fallo commesso su Sabatino da Federica Di Criscio che viene espulsa.Dagli undici metri Girelli non sbaglia per il quattro a uno delle bresciane, mettendo in cassaforte il risultato considerando unVerona in inferiorità numerica e privo di entrambi i centrali difensivi.Le gialloblù provano qualche ripartenza ma si aprono praterie per le ripartenze bresciane, come al 33? quando Alborghetti spara alle stelle.La imita sull’altro fronte capitan gabbiadini che non riesce ad inquadrare la porta.Sabatino si mangia incredibilmente la possibile quinta marcatura bresciana, brava comunque Ohrstrom ad opporsi di piede. Verona per qualche secondo addirittura in nove, si fa male Marconi, sostituita dalla febbricitante Salvai per i quattro minuti di recupero.In piena zona Cesarini Patrizia Panico mette all’incrocio il pallone del quattro a due. Finisce qui.Prima sconfitta stagionale per la truppa di Renato Longega. Campionato più che mai aperto.TABELLINOBRESCIA 4AGSM VERONA 2Reti: 28'pt Bonetti, 2'st Tarenzi, 15'st Tarenzi, 18'st Girelli, 21'st Girelli (rig.), 46'st PanicoBrescia: Marchitelli, Nasuti (1? st. Boattin), D’Adda, Karlsson, Linari (29? st. Zizioli), Rosucci, Cernoia, Alborghetti, Sabatino, Girelli, Tarenzi (37? st. Costi).A disposizione: Ceasar, Zanoletti, Prost, Zizioli, Boattin, Costi, Bonansea.Allenatore: Milena Bertolini.Agsm Verona: Ohrstrom, Squizzato, Ledri, Carissimi, Marconi (44? st. Salvai), Di Criscio, Bonetti, Gabbiadini, Panico, Fuselli (17? st. Ramera), Sipos (27? st. Gelmetti)A sdisposizione: Toniolo, Salvai, Ramera, Baldo, Gelmetti.Allenatore: Renato Longega.Arbitro: Enrico Maggio di LodiAssistenti: Giusi Schiavina e Enrico Duccio Salerno di Mantova.Note: Giornata primaverile, terreno in discrete condizioni. Un migliaio gli spettatori. Ammonite: Bonetti. recupero 1+4
SCHIANTO
Scontro tra auto e moto      <br/>incidente a Bussolengo

Scontro tra auto e moto
incidente a Bussolengo

Incidente oggi pomeriggio in Località Crocioni a Bussolengo. Due auto si sono scontrate coinvolgengo anche un motociclista, che nello schianto ha avuto la peggio. Il centauro è stato prontamente soccorso dagli uomini di Verona Emergenza che lo hanno trasportato all'ospedale. Le sue condizioni sono sembrano comunque destare particolari preoccupazioni.
COL CESENA RITORNA IL BRASILIANO?
RAFAEL, LAVORO DURO    <br/>PER TORNARE TITOLARE

RAFAEL, LAVORO DURO
PER TORNARE TITOLARE

La gara con la Lazio, le titubanze di Benussi, Rafael che è sempre in panchina. E così quella con il Cesena potrebbe tornare ad essere la grande occasione del ritorno del portiere brasiliano. Il titolare è Rafael ma gioca Benussi, ha detto Mandorlini, trovando una formula che potesse spiegare quell’avvicendamento così strano, soprattutto per lui che aveva sempre difeso Rafael da ogni critica, affermando che un portiere deve sentirsi tranquillo e protetto. Ciò che Mandorlini aveva sempre fatto nei confronti di Rafael, ricevendo in cambio tantissime grandi prestazioni. Rafael rappresenta il passato e il presente dell’Hellas, ma ora non si sa se possa rappresentare anche il futuro. Attorno al suo accantonamento si è sentito di tutto. Dalla scarsa vita professionale a problemi personali. Tutto falso. Rafael è un ragazzo d’oro, attaccatissimo alla maglia del Verona, l’unico di questa rosa in campo a Busto Arsizio nel drammatico spareggio contro la Pro Patria.In queste settimane ha cercato soprattutto tanta tranquillità. Si è messo a lavorare con grande impegno convito che prima o poi, com’è sempre stato in questi anni a Verona, il treno dovrà ripassare. Forse per Rafael c’è ancora posto, in attesa che il Verona lanci definitivamente Pierluigi Gollini, campioncino del ’95. Altra storia, altro capitolo. Questo si il vero futuro del Verona.GIANLUCA VIGHINI
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