EUROPA
E' stato approvato, ieri, a Strasburgo, il progetto per la creazione della macroregione alpina. "É un passo importante che ci fa intravedere una grande possibilità per il futuro della nostra terra" ha evidenziato il capodelegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo, Lorenzo Fontana. "È il segno che la Lega ha visto giusto quando ha puntato sulla costruzione della macroregione. Il lavoro é ancora lungo e difficile, ma questo rappresenta sicuramente un passo importante, che fa intuire come l'Europa stia andando nella direzione delle macroregioni".
PANCHINA BIANCOSCUDATA
Quando arrivò a Padova a dicembre del 2006, in C1, chiamato dall'allora direttore sportivo Mauro Meluso, la situazione era disastrosa. I biancoscudati viaggiavano ad un pelo dalla zona retrocessione e il morale della piazza intera era a terra. Bastarono poche settimane ad Andrea Mandorlini per risollevare tutto, ambiente e classifica. E soprattutto per entrare nel cuore del presidente Marcello Cestaro che, a fine stagione, cercò in ogni modo di riconfermarlo per tentare la corsa ai playoff l'anno successivo. L'allenatore di Ravenna però aveva fatto talmente bene a Padova in quei pochi mesi che arrivarono per lui le sirene della serie A e decise, comprensibilmente, di andare al Siena, dove venne esonerato però appena a novembre. Da allora Mandorlini è sempre stato un pallino del patron vicentino, forse proprio perché, come avviene in amore, la storia è rimasta in sospeso. Ogni estate si è riparlato di lui come possibile allenatore del Padova almeno una volta e anche in queste ore il suo nome è quello che è venuto fuori per primo per il dopo Pea. Cestaro lo rivorrebbe eccome Mandorlini, specie dopo aver visto con che determinazione e abilità ha fatto fare il doppio salto al Verona dalla Lega Pro alla serie A in soli tre campionati. A frenare l'entusiasmo del cavaliere sarebbe però il consigliere Luca Baraldi e il perché è presto spiegato: se restasse a Verona, Mandorlini percepirebbe l'anno prossimo in A un ingaggio di 650 mila euro, decisamente incompatibili con la politica dei tagli e della riduzione dei costi intrapresa dalla società padovana la scorsa estate. Con un vincente come lui in panchina, inoltre, non sarebbe possibile costruire una squadra di giovani promesse come è stato con Pea: bisognerebbe creare un gruppo competitivo come quello messo a disposizione di Dal Canto nel campionato 2011-2012, con ulteriore aumento dei già notevoli costi di gestione. Ragionando con logica, dunque, se Mandorlini lascerà Verona, situazione ancora tutta da verificare visto che l'incontro con il presidente Setti è previsto tra qualche giorno, non sarà con destinazione Padova. Se però prendiamo in considerazione solo ed esclusivamente i sentimenti del presidente Cestaro, ad oggi l'unico con totale e assoluto potere decisionale, potrebbe anche essere che il matrimonio si rifaccia. A colpi di testa e di cuore il presidente ci ha abituato eccome in passato.
BILANCIO
L’assemblea della Veronesi Holding, capogruppo del Gruppo Veronesi, che comprende AIA, prima realtà in Italia e tra le principali in Europa, con i marchi Aia, Negroni, Veronesi Mangimi, ha approvato il proprio bilancio civilistico relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012. Nella sua relazione davanti alla comunità finanziaria, intervenuta nella villa di famiglia “Vo’ Pindemonte” ad Isola della Scala, il presidente Bruno Veronesi ha riportato che il Gruppo ha chiuso l’esercizio con un fatturato consolidato che si è attestato, a parità di perimetro, a 2.731 milioni di euro, con una crescita del 5,9% sul 2011, confermando la sua peculiarità anticiclica e la sua capacità di adattamento alle esigenze del mercato, e ciò malgrado il difficile contesto economico nazionale ed internazionale e la perdurante contrazione dei consumi interniIl presidente ha precisato che “in tale quadro il nostro Gruppo ha continuato ad operare per contrastare gli effetti negativi della grave congiuntura interna ed internazionale, attuando misure di recupero di efficienza e di contenimento costi che hanno permesso di conseguire risultati significativi.Dal punto di vista industriale abbiamo realizzato obiettivi addirittura superiori a quelli prefissati, mentre abbiamo confermato pressoché intatta la nostra solidità finanziaria e patrimoniale. Non era per nulla scontato che ciò si verificasse, perché si è trattato di un anno straordinariamente complesso e difficile.”L’esercizio 2012 si è chiuso con un miglioramento del Margine Operativo Lordo (EBITDA) di circa il 9%, attestatosi a 120 milioni, con un risultato operativo di 27 milioni ed un cash flow di 85 milioni. Un risultato positivo, in considerazione del contesto sopra descritto.La diversificazione geografica - il fatturato estero ha raggiunto i 326 milioni con 110.945 tonnellate di “prodotti italiani” esportati, in crescita del 6,2% sul 2011 -, il costante ampliamento della gamma di nuovi prodotti elaborati - con investimenti produttivi spesati nell’anno pari a 72 milioni -, la “storica” ricerca della qualità si sono confermati vantaggi competitivi del Gruppo, in grado di mitigare i rischi e moltiplicare le opportunità.La performance, particolarmente positiva per i marchi AIA e Negroni ha consentito all’Unità Alimentare di raggiungere gli obiettivi, a valore ed a volume, previsti ad inizio anno, e di confermare il Gruppo, quinta realtà agroalimentare italiana.A conferma di ciò, l’importante risultato ottenuto dai prodotti ad alto valore aggiunto, a marca Aia e Negroni, che nella grande distribuzione hanno registrato una crescita del 13,4% a volume e del 14,1% a fatturato rispetto al 2011. Per il terzo anno consecutivo la migliore performance dell’intero comparto alimentare. Per quanto riguarda AIA, le categorie di prodotto che hanno segnato le migliori performance sono state i würstel, gli affettati avicoli e gli elaborati cotti, tra i quali spiccano i nuovi Kebab di pollo e Chicken Salad: due novità di successo immesse sul mercato nell’estate 2012...in attesa dei risultati della Dakota, l’innovativa salsiccia di tacchino AIA, pubblicizzata e lanciata in questi giorni su tutti i muri d’Italia e sulle Tv nazionali.Per quanto riguarda Negroni, le categorie dei prodotti a libero servizio che hanno registrato le migliori performance sono stati gli affettati della linea Stella ed i cubetti, che hanno riconfermato la leadership in un contesto di mercato sempre più competitivo.Interessanti anche i risultati dei prodotti a banco taglio, in particolare nel segmento dei prosciutti cotti con i marchi Monvero e Stella e in quello delle mortadelle con il brand Quattro Castelli. Ottimi i risultati anche per l’Unità Agrozootecnica del Gruppo, che con il marchio Veronesi, a testimonianza della crescente fiducia degli allevatori, ha visto la produzione complessiva di mangimi nel 2012 superare per la prima volta nella storia dell’azienda i 3 milioni di tonnellate, con un incremento del +2,4% verso l’anno precedente, consolidandosi ben oltre il 20% della produzione italiana di mangimi. Al 31 Dicembre 2012 il personale mediamente impiegato nelle 15 unità operative del Gruppo, era di circa a 7.100 unità, in leggero incremento sull’anno precedente, a conferma della continuità nell’attenzione posta dalla Società nella gestione delle risorse umane.Parlando del futuro, Bruno Veronesi ha quindi concluso fiducioso, che “ci aspettiamo anche per l’anno in corso uno scenario sfidante come quello che abbiamo dovuto affrontare nel 2012. Siamo però convinti della bontà delle scelte adottate e della nostra forza.Siamo stati, siamo e saremo in grado di misurarci con la complessità dei cambiamenti, perché abbiamo scelto di perseguire uno sviluppo duraturo nel tempo. Proseguiranno nel 2013 i programmi di efficienza industriale e gestionale già delineati, con una rigorosa gestione della struttura finanziaria che sia in grado di sostenere l’impegno per l’ulteriore nostro sviluppo.”
EMERGENZA
Almeno il 30% di raccolti in meno per le principali produzioni del veronese. A lanciare l'allarme Coldiretti Verona, che presenterà lunedì un primo monitoraggio con la stima dei danneggiamenti, chiedendo in contemporanea di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per i territori più colpiti. Intanto è nuova allerta meteo. Da ieri corsi d'acqua e ponti sono monitorati a Mezzane e Lavagno, dove nei giorni scorsi la rottura dell'argine del Mezzane ha causato una vittima. Nelle ultime ore vertice anche nella bassa veronese coordinato dal presidente della provincia Miozzi.
CALCIO FEMMINILE
Verona per riassaporare il clima delle grandi sfide, Torres per tentare il triplete stagionale.Sarà un match da dentro o fuori quello che sabato alle 16,00 sul sintetico dell’Olivieri di via Sogare vedrà contrapposte le ragazze gialloblù alle campionesse sarde nella semifinale di Coppa Italia, gara unica ad eliminazione diretta.Le scaligere arrivano all’importante appuntamento sicuramente cariche dopo l’impresa di Brescia nei quarti di finale, e desiderose di dimostrare tutto il loro valore a conclusione di una stagione caratterizzata dai tanti infortuni.La grande favorita dei pronostici è comunque la Torres di Patrizia Panico che dopo aver conquistato Supercoppa e Scudetto è intenzionata a non lasciare nulla alle avversarie.Il Verona dal canto suo cercherà di sfruttare il fattore campo e farsi sospingere dal calore dei sostenitori gialloblù che potranno accedere gratuitamente in via Sogare.Mister Longega dovrà rinunciare anche in questa occasione ad un paio di pedine importanti: oltre all’infortunata di lungo corso Carolina Pini, non potrà scendere in campo neppure la centrocampista della Nazionale Marta Carissimi squalificata per aver ricevuto la seconda ammonizione a Brescia. Una squalifica frutto di un regolamento anomalo che non pone sullo stesso piano squadre come quella gialloblù partita dal girone preliminare, e quindi caricata di ammonizioni, e altre come la Torres entrata nella competizione tricolore solamente agli ottavi di finale.Non fa drammi il tecnico scaligero che afferma: < Questo è il regolamento e lo accettiamo. Sono sicuro che tutte le ragazze gialloblù saranno motivate al massimo e chiunque sarà chiamata a scendere il campo saprà dare il meglio. Abbiamo una rosa piuttosto ampia e dunque non ci mancano le soluzioni, anche se indubbiamente la favorita è la Torres>.La partita sarà trasmessa in diretta sui canali Sky 820 – 826 in chiaro e su Vicenza Channel (603 del digitale terrestre) in collaborazione con AGSM main sponsor del sodalizio scaligero. Il cammino delle due squadre in Coppa Italia:Molto diverso il cammino delle due compagini.Il Verona, nonostante il secondo posto in serie A, è partito dal primo turno triangolare con nette vittorie nei confronti di Real Bardolino (7-0) e Valpo Pedenonte (4-0). Ai sedicesimi le gialloblù hanno eliminato il Sudtirol (5-1) mentre negli ottavi hanno avuto la meglio sull’ostico Mozzanica (2-1). ‘E storia recente la grande vittoria ottenuta a Brescia (0-2) nei quarti di finale.Molto più breve e agevole la strada per la Torres che in qualità di squadra prima classificata in campionato ha fatto il suo ingresso nella competizione tricolore solamente agli ottavi di finale dove ha ottenuto una facile vittoria sul campo del Cunero (1-9). Agevole anche la vittoria casalinga (2-0) nei confronti dell’Inter nella gara dei quarti di finale.Le probabili formazioni:Verona: Ohrstrom, Ledri, Toscano Aggio, Karlsson, Squizzato, Di Criscio, Toselli, Lagonia, Zorri, Gabbiadini, Girelli.Allenatore: Renato Longega.Torres: Thalmann, Manieri, Bartoli, Motta, Tona, Stracchi, Domenichetti, Maendly, Fuselli, Panico, Iannella.Allenatore: Manuela Tesse.In tv: Telecronaca diretta dalle 15,50 su Sky 820 – 826 in chiaro e per il Veneto su Vicenza Channel, canale 603 digitale terrestre.Alla Radio: Collegamenti in diretta su Radio Rcs (101,5 Verona e prov. 98,6 Bassa Veronese, 91,5 Lago di Garda. Streaming: www.radiorcs.it ).Il programma delle semifinali e le designazioni arbitrali:Verona – Torres ( Lorenzo Gentile di Seregno )Tavagnacco – Napoli ( Niccolò Zizza di Finale Emilia ) – Napoli
IL PRESIDENTE
Il presidente del Chievo Luca Campedelli ha parlato in esclusiva ai microfoni di Tggialloblu. Un'intervista a tutto campo che ha toccato i punti salienti dell'annata appena trascorsa ma anche naturalmente il futuro a cominciare da Corini: "La scelta di Eugenio è stata giusta perchè ha dato una scossa importante. Ha portato identità e ha dato un gioco alla squadra; di sicuro i risultati sono dalla sua parte. La prossima settimana ci troveremo e vedremo se ci sono i punti in comune per andare avanti. Sa che non ci può chiedere Ibrahimovic ma noi proveremo comunque ad accontentare le sue scelte. Aprire un ciclo? Per una società come la nostra diventa difficile. Tutti gli allenatori appena fanno bene vogliono subito per ambizione arrivare in una grande piazza. Dobbiamo diventare anche produttori di allenatori". Il momento chiave del campionato è stato forse l'addio di Sorrentino dove il Chievo si è maggiormente compattato: "Credo che più della nostra freddezza si debba parlare della straordinarietà del campionato di Puggioni; diventare titolare in serie A dopo tanto tempo fuori non è facile. Ha risposto alla grande e si è dimostrato all'altezza. Complimenti a lui". Le voci che volevano Sartori vicino all'Inter non hanno spaventato Campedelli: "Da tifoso neroazzurro sarei stato contento; sicuramente lo sarei stato meno da presidente del Chievo. E' stata solo una notizia senza fondamento perchè Giovanni non mi ha mai parlato di questo. Nember? Da luglio entrerà a far parte del nostro staff. Seguirà gli osservatori in tutto e per tutto come è stato già in questi anni. Lo scounting sarà la sua carica principale". Stagione particolare lo è stata sicuramente per Pellissier: "A breve rinnoverà il contratto; mi è dispiaciuto che non abbia raggiunto il record di presenze ma lo farà di sicuro il prossimo anno. C'è grande stima per Sergio e dunque sarà dei nostri anche nel futuro". Per il Chievo il prossimo sarà il dodicesimo anno di A in tredici campionati: "La soddisfazione è immensa perchè sognifica che abbiamo lavorato tutti bene. Poi tornerà il derby e ci auguriamo che sia una bella festa per la città". Alessandro Betteghella
INDAGINI
"L'ipotesi dell'omicidio è la meno probabile". Lo ha detto il capitano Alberto Granà, comandante della Compagnia dei carabinieri di Villafranca che indaga sul ferimento alla tempio di un 49enne, S.B., raggiunto alla testa da un colpo di pistola a Lugagnano. L'ipotesi investigativa più verosimile è che l'uomo abbia deciso un gesto estremo, scegliendo la casa di un amico, dove sono regolarmente detenute alcune armi, compresa la pistola a tamburo dalla quale è stato esploso il colpo. Sarà l'esame dello "stub", affidato al Ris di Parma sia sulla vittima, sia sul proprietario dell'arma, a confermare la dinamica della tragedia. L'uomo è ricoverato in fin di vita al Polo Confortini dell'ospedale di Borgo Trento.
VIABILITA'
Il passaggio del giro d'Italia nella tappa conclusiva, in programma domenica, interesserà non solo Verona, ma anche i Comuni di San Bonifacio, Soave, Colognola ai Colli, Caldiero, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Bussolengo, Sona, Castelnuovo del Garda, Lazise e Peschiera del Garda.I ciclisti arriveranno in territorio veronese tra le 13.40 e le 14.10, lasciando la nostra provincia, dopo aver attraversato il Comune di Peschiera, tra le 15.00 e le 15.40. La Prefettura ha predisposto l’ordinanza di chiusura delle strade extraurbane, mentre i Comuni hanno provveduto per i tratti urbani di competenza.In particolare, il percorso del Giro che interessa il Comune di Peschiera del Garda è stato modificato per evitare difficoltà alla viabilità cittadina.Il percorso di gara verrà chiuso con un anticipo di due ore rispetto al passaggio dei concorrenti, preceduto dal transito della cosiddetta “Carovana pubblicitaria”. In tale lasso di tempo è vietato l’attraversamento del percorso di gara, salvo casi di estrema urgenza che dovranno essere valutati dalle forze dell’ordine che presidieranno il tragitto.Le Amministrazioni comunali cureranno la comunicazione alla collettività circa i percorsi alternativi locali, oltre a fornire indicazioni all’Azienda Trasporti Veronese in ordine alle modifiche ed alle chiusure della viabilità locale onde permettere all’azienda di adeguare l’organizzazione del trasporto pubblico; sul sito web di ATV saranno pubblicate le variazioni e le eventuali soppressioni delle corse decise dall’Azienda.Le variazioni della viabilità locale saranno comunicate sempre dai Comuni al SUEM 118, per consentire ai mezzi di soccorso di poter raggiungere i presidi ospedalieri in situazioni di emergenza.
BASKET LEGADUE
"Ho ricevuto un paio di proposte". Il general manager della Tezenis, Alessandro Giuliani, a tggialloblu.it non nasconde di essere stato contattato da altre società. In pole position c'è Cantù, oltre a Brindisi, dove il dirigente veronese ha lasciato un ottimo ricordo dopo la stagione culminata con la promozione in Lega A. Alessandro Giuliani è legato alla Scaligera Basket da un contratto di un anno con opzione per altre due stagioni. Ciascuna delle due parti può decidere autonomamente se rinunciare a far valere l'opzione per prolungare il contratto.L'ipotesi Cantù è allettante. Un club prestigioso, tutt'ora nelle top four del basket italiano e in corsa ancora per l'Eurolega, che avrebbe individuato nel g.m. della Tezenis il dirigente per prendere il posto di Bruno Arrigoni, artefice dei risultati canturini, che potrebbe cercare nuovi stimoli andando a lavorare a Milano o alla Virtus Bologna.Anche Brindisi ha cercato Giuliani, e non da ieri. Il dirigente della Scaligera si è trovato benissimo in Puglia ed il risultato è stato vincente. La sua decisione è legata al progetto del club di via Cristofoli. Il presidente Pedrollo sta affrontando il rinnovo del contratto di sponsorizzazione con il Gruppo Calzedonia (in scadenza dopo quattro anni), ma il prossimo campionato "ibrido", con il ritorno allo status dilettantistico e la possibilità di schierare solo due giocatori americani (o stranieri), sicuramente dà meno motivazioni rispetto alla costruzione di una squadra in serie A.La risposta di Giuliani è stata lapidaria, però - come suo costume - non ha negato né smentito. E indirettamente è la conferma che il suo lavoro a Verona è stato apprezzato.
DIRIGENTI
Un volto nuovo per l'area tecnica del Chievo. Dall'1 luglio infatti Luca Nember sarà il direttore sportivo della società gialloblù. Classe 1972, è stato Responsabile Organizzativo del Settore Giovanile, Direttore Sportivo e da maggio 2012 Direttore Generale del Lumezzane. Queste le sue prime parole: "E' un onore e un privilegio per me entrare a far parte del Chievo. Ringrazio il Presidente Luca Campedelli e Giovanni Sartori per questa grande occasione. Affiancherò Sartori ed il suo staff per allargare la famiglia e condividere assieme le scelte". Varia di conseguenza l’assetto societario: Giovanni Sartori assumerà il ruolo di Direttore Tecnico, Fausto Vinti diventerà il Responsabile dell’Area Tecnica, Luca Nember Direttore Sportivo e Lorenzo Balestro Coordinatore dell’Area Tecnica.
DIRETTA
"Mandorlini? Sono uno freddo nelle decisioni. Tra qualche giorno ci metteremo intorno a un tavolo e faremo i programmi e le valutazioni che dobbiamo fare. Ma sia chiaro: non abbiamo fatto niente con nessuno. Io sono abituato a confrontarmi con le persone guardandomi negli occhi, così faremo anche col mister". Così il presidente del Verona Maurizio Setti ospite stasera del Vighini Show. "Non sarà un incontro per valutare Mandorlini, ma per valutare i programmi della società. Attenzione, la serie A è un altro sport. E noi l'anno prossimo dobbiamo salvarci. Metteremo sul piatto della bilancia tutto e decideremo che strada prendere". Poi un primo bilancio della stagione. "Il mister ha fatto un ottimo lavoro, anche lui può aver commesso qualche errore, in parte li ha capiti in parte no, ma avevamo tutti lo stesso obiettivo in qualche modo ci siano arrivati. In qualche modo perchè per me questa squadra poteva valere 90 punti. Vincere non è mai facile, ma se penso a quello che ha fatto la squadra dell'anno scorso e il valore intrinseco dei giocatori di quest'anno io penso che 10 punti di differenza con l'anno scorso ci potevano essere. Non vuole essere una critica nei confronti di nessuno ma questo è il mio pensiero". Sulla scelta di Sean Sogliano invece Setti spiega: "Avevo deciso che sarei venuto qui solo se mi fossi portato dietro uno come Sogliano. Uno con gli occhi da furbo, che come me fa i fatti e parla poco, ma che deve lavorare a briglie sciolte, perchè così da il massimo. Non a caso Sogliano è l'unica persona che ha un contratto pluriennale con me (tre anni)".
DONAZIONI
Il 2012 è stato l'anno dei record per il Sistema Trapianti del Veneto, di gran lunga il migliore dell'ultimo decennio, sia per quanto riguarda gli organi, sia per le cornee, sia per i tessuti. Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto partecipando, a Verona, al meeting sulle nuove frontiere della comunicazione in materia di donazione e e trapianti, organizzato dalla Fondazione per l' Incremento di Organi e Tessuti assieme a Pubblicità Progresso. Nel 2012 i trapianti d'organo sono stati 454 (427 nel 2011), un +6,3% che vale il 15,6% di tutti i trapianti fatti in Italia (2.902). Non è stato da meno il settore dei tessuti, le cui donazioni hanno superato il 30% del totale italiano rendendo possibili 2.768 trapianti di cornea e 5.730 trapianti di altre tipologie di tessuto (valvole cardiache, segmenti vascolari, segmenti ossei). Eccezionale il risultato ottenuto dalla Banca della Cute di Verona, la cui attività ha consentito di distribuire 1 milione 298 mila 303 cmq di prezioso tessuto a 997 pazienti e garantito la totale autosufficienza regionale per i grandi ustionati e per i Centri di chirurgia ricostruttiva. Percentuali superiori alle media nazionale anche sugli aspetti della donazione: i donatori effettivi (123, 118 quelli utilizzati) sono stati pari al 25,3 per milione di abitanti (20,2 in Italia); le opposizioni alla donazione sono state del 20,6% (dato considerato 'fisiologico' dagli esperti) contro il 29,2% nazionale. Significativo, anche perché emerso per la prima volta, il dato sui trapianti e le donazioni dei cittadini extracomunitari: entrambe oltre il 10% del totale. Su base provinciale, i 118 donatori utilizzati nel 2012 provenivano in 30 da Treviso, 30 da Verona, 26 da Padova, 12 da Vicenza, 11 da Venezia, 6 da Rovigo, 3 da Belluno. Record per il programma di trapianto da donatore vivente che ha registrato 47 interventi.I sistemi di assistenza ventricolare impiantati sono passati dai 4 del 2011 ai 28 del 2012, pari al 25% di tutti i dispositivi di questo tipo utilizzati in Italia. I sistemi di assistenza ventricolare, impiantabili per garantire ai pazienti in attesa la sopravvivenza necessaria a ricevere un organo e su quello dei sistema di perfusione degli organi dopo il prelievo, che simulano la permanenza dell'organo stesso nell' organismo e ne aumentano quindi il tempo di trapiantabilità. Le liste d'attesa sono state soddisfatte per il 46,3% con record dei trapianti di cornee, che hanno soddisfatto l'intera lista di pazienti veneti (700). "Questi numeri parlano da soli - osserva Coletto - e costituiscono un'eccellenza della quale andiamo fieri anche ai tavoli nazionali.
LOVE STORY
Love story a bordo vasca. E' durata un paio di anni la storia d'amore tra Federica Pellegrini e Filippo Magnini, coppia d'oro del nuoto azzurro. Anni di copertine e medaglie, gossip e primati, interviste ed allenamenti. La vita di due atleti che in acqua hanno il loro elemento naturale, ma non sfigurerebbero su un set. E l'addio odierno è l'epilogo di una vicenda a puntate, degne di una telenovela che intreccia primati, campioni e amori contrastati. Manaudou, Marini, Magnini, Pellegrini: è un intreccio di nomi e fidanzamenti che spesso ha preso il sopravvento sul cronometro, trasferendo il nuoto sui settimanali per divismo prima che per i risultati. E trascinando Federica Pellegrini, atleta simbolo del nuoto azzurro, in polemiche sulla sua vita privata e sulla debacle di risultati a Londra. Cala il sipario - dopo le voci da 'lui, lei e l'altro o l'altrà e le smentite - ma apparentemente con serenità, senza strappi. "Siamo molto dispiaciuti nel comunicare che la nostra storia d'amore è finita - le parole dei due azzurri da Narbonne, dove si allenano insieme - Tra noi è finita per motivi personali che non c'entrano niente con le cose scritte nelle ultime settimane. A volte è solo il sentimento che va scemando. Continueremo da professionisti il nostro percorso sportivo comune fino a Barcellona, concentrandoci solo su quello". Ma è l'ultimo atto di una storia ricca di colpi di scena, soprattutto per la Pellegrini. Dal fidanzamento con Luca Marin, ex della rivale Laure Manaudou, a quello con Magnini - nato secondo il gossip in 'sovrapposizione' col precedente - la campionessa veneta è sempre stata personaggio da prime pagine anche oltre i successi. La liason con Magnini era esplosa - al netto di smentite poco convinte e mezze ammissioni - tra fine luglio ed inizio agosto del 2011. Più o meno ufficializzata in concomitanza con la festa per i 23 anni della campionessa (nata il 5 del mese, nel 1988) e celebrata - come si conviene ad una diva, seppure dello sport - in un locale alla moda della romana via Veneto. Lei è da poco tornata libera, troncata la storia lunga tre anni con Marin, altro bello del nuoto italiano. Lui ha una ragazza, Cristiana Nardini, ma il rapporto è in crisi. La stessa Cristiana che in questi giorni si è presa la rivincita, dopo essere stata fotografata in macchina con l'ex, dando la stura alla crisi ufficializzata oggi con un'annuncio all'Ansa, come si conviene ad una coppia famosa. Quando la storia decolla, Federica ha un palmares già ricco di ori olimpici, mondiali ed europei. La stella di Magnini, invece, è un po' offuscata. Il nuovo amore gli restituisce entusiasmo e nel 2012, Europeo a Debrecen, arriva l'oro nei 100 stile. Nella stessa occasione la sua compagna trionfa nei 200. Belli e vincenti, sono una manna per le riviste patinate. Unica ombra quelle crisi di panico che, di tanto in tanto, colpiscono Federica, trasformando l'acqua in una nemica, specie durante i 400 metri stile libero. Londra però è un flop per entrambi, e le polemiche che ne scaturiscono vedono la coppia contrapposta a tutto il resto della nazionale. Qualche giorno fa a Narbonne (sud della Francia), dove si allenano con il fido Philippe Lucas, arrivano le foto di Filippo e Cristiana. Il nuotatore spiega che non significano nulla, ma é l'epilogo. A testimoniarlo la frequentazione tra la Pellegrini e Matteo Giunta, cugino di Magnini e suo preparatore atletico. Seguono smentite. Fino ad oggi, quando le strade dei campioni si sono divise. Almeno nella vita fuori dalle piscine.
PROSTITUZIONE
Un traffico internazionale di ragazze rumene che venivano obbligate a prostituirsi a Riva del Garda e, a rotazione, in altre città italiane, tra le quali Verona, ma anche in club privati in Belgio, in Germania e ad Innsbruck è stato scoperto e bloccato dai carabinieri di Riva del Garda, in Trentino. Le indagini si sono concluse con tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e una denuncia a piede libero, di un quarto uomo. I primi due sono in carcere a Trento, mentre sul terzo pende un mandato di cattura internazionale. Il reclutamento, a quanto accertato dagli investigatori, avveniva a Braila, in Romania, al Casinò Million, e risulta che le donne subissero violenze sia verbali che fisiche. Le ragazze erano una decina, con entrate intorno ai 1.500 euro al giorno per un totale di 15-20 clienti giornalieri, e spedivano, denaro in Romania a quelli che sono risultati i loro protettori. I carabinieri hanno infatti sequestrato nell'appartamento dove si prostituivano a Riva del Garda varie ricevute di 'money transfer' da 1.000 euro, a cadenza settimanale. I contatti telefonici intercettati tra ragazze e presunti sfruttatori simulavano conversazioni tra fidanzati e i contatti diretti erano rari, in taxi per brevi tratti. Pagamenti puntuali di affitti per gli appartamenti da utilizzare per il meretricio, prenotazioni anticipate di aerei e di treni, iscrizioni sui principali siti di annunci pornografici on-line, erano le principale attività pianificate con cura dai tre uomini per le rispettive donne.
MAFIA
"Capaci di crederci ancora", è la grande manifestazione che si è tenuta oggi a Villa Vecelli Cavriani a Mozzecane per celebrare il 21° anniversario della strage di Capaci.L'iniziativa è un'occasione per ricordare assieme alla popolazione la strage in cui persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, ed i tre agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Uno degli eventi salienti della giornata è stato la scopertura della teca che contiene i resti dell'auto della scorta del Giudice Falcone da parte di alcuni agenti della “Quarta Savona Quindici”, nome in codice della storica squadra della Polizia di Stato che proteggeva il giudice Giovanni Falcone.Al convegno “Capaci di crederci ancora” sono intervenuti Gian Carlo Caselli, procuratore Capo della Repubblica di Torino ed ex procuratore capo antimafia a Palermo; Luigi Savina, questore di Milano ed ex dirigente delle squadre Mobili di Palermo e Milano; Tina Montinaro, moglie dell'agente vittima della strage Antonio Montinaro. Inoltre hanno portato le loro testimonianze agenti, parenti e amici delle vittime della mafia.La manifestazione è stata organizzata con il patrocinio dei Comuni di Bussolengo, Castel d'Azzano, Colognola ai Colli, Costermano, Erbè, Fumane, Isola della Scala, Isola Rizza, Nogarole Rocca, Oppeano, Pescantina, Povegliano Veronese, Rivoli Veronese, Ronco all'Adige, Salizzole, San Giovanni Ilarione, Sommacampagna, Terrazzo, Trevenzuolo, Valeggio sul Mincio, Verona, Vigasio, Villafranca di Verona, Zevio.Inoltre, hanno patrocinato l'evento i Comuni di: Castelfranco Emilia, Carpi, Finale Emilia, Modena."Il nostro percorso, teso al ricordo e alla memoria della strage di Capaci ha spiegato il sindaco di Mozzecane, Thomas Piccinini -, è partito sette anni fa grazie alla collaborazione con Tina Montinaro, moglie di Antonio Montinaro. Per la prima volta i resti dell'auto della scorta colpita dall'esplosione hanno lasciato la Sicilia per trovare ospitalità a Mozzecane. La possibilità concreta di visionare la vettura porta ad avere un'idea chiara dell'atrocità dell'atto, perché la visione dei pochi resti carbonizzati riesce a rendere piena comprensione del dramma realizzatosi in quei momenti. La partecipazione è uno tra i gesti più significativi per perpetuare la memoria, una forma di profondo rispetto che ha coinvolto Comuni e Province di altre regioni: hanno patrocinato l'incontro quaranta amministrazioni tra cui Modena, Carpi e Castelfranco Emilia”. La signora Tina, vedova dell'agente Montinaro, per la prima volta ha celebrato l'anniversario del 23 maggio fuori da Palermo: “Da qualche giorno stiamo viaggiando in Veneto per portare agli studenti, ai cittadini, alle istituzioni la testimonianza di chi ha vissuto da vicino uno dei momenti più drammatici della storia italiana. L'emozione è tanta perché, nonostante i chilometri di distanza da Palermo e i lunghi anni trascorsi da quella data, grande è l'attenzione per chi ha perso la vita in quell'atto criminale. La scelta di essere a Mozzecane, e dunque a Verona, viene proprio dall' affetto che ci è stato riservato nel corso degli anni e che ha creato un connubio indissolubile. I nostri racconti vogliono andare a rafforzare una cultura comune che porti ad un sempre maggiore impegno civile. Memoria e ricordo sono strumenti fondamentali per costruire questa coscienza e, con essa, un futuro migliore”.Ex agente della scorta – Dario: “La vicinanza dei veronesi ci dimostra che è possibile smuovere le coscienze nonostante la distanza. Le manifestazioni in ricordo degli amici e dei colleghi caduti sono la dimostrazione tangibile di quanto l'attentato abbia lasciato il segno in tutti noi. La possibilità di vedere concretamente l'auto distrutta chiude il cerchio emotivo e dà la spinta ad andare avanti con un ulteriore contributo al ricordo. Mozzecane e la sua comunità, rinnovando memoria e partecipazione, danno un segnale fondamentale per creare un cultura del rispetto sempre più estesa”.
ARGOMENTO
Condannato il comandante della Polizia Locale, assoluzione piena per la ditta di Marostica che gestiva gli impianti. Si è concluso così, dopo due anni, il processo relativo alle multe Vista Red di Vago di Lavagno. Il Tribunale di Verona, a leggere la sentenza il giudice Sperandio, ha riconosciuto la responsabilità penale del comandante dei vigili, Andrea Volpe, per il capo di imputazione relativo alla falsità dei verbali, dando ragione alla quindicina di cittadini, difesi da adiconsum, che si sono costituiti parte civile. A differenza dei T-Red, il cui processo, relativo alle multe di Illasi, continuerà a novembre con la chiusura dell’istruttoria, la sentenza è attesa per il prossimo anno, gli apparecchi di Vago erano in grado di realizzare filmati del passaggio con il rosso al semaforo. Ad essere accolte le tesi della Procura secondo cui il procedimento di accertamento delle infrazioni era viziato da falsità poichè gli originali dei verbali vennero sottoscritti senza rispettare le fasi del processo di accertamento.
RICONOSCIMENTI
Bel riconoscimento per Alessandro Sgrigna. L'attaccante gialloblu è infatti stato premiato questa mattina con il trofeo "Sante Begali" riservato al giocatore più corretto del Verona. Sgrigna in sei mesi ha rimediato una sola ammonizione. "E' tutto fantastico. Questo premio mi riempie d'orgoglio perchè è dedicato a un grande ex gialloblu che qui ha fatto la storia. Sono arrivato a gennaio lasciando la serie A ma sapevo che sarebbe stato la scelta giusta. Sono felice per come è andata. Non vorrei lasciare Verona; la società fara le sue valutazioni".
ARGOMENTO
Sfida fra club di Serie B per Pietro Terracciano (23anni), estremo difensore in forza al Catania. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, sulle tracce del portiere ci sarebbe il neopromosso Avellino ed il Cittadella.fonte: tuttomercatoweb.com
MERCATO
Il Napoli sta seguendo con grande attenzione l'estremo difensore, classe '91, Marco Silvestri del Padova. Nelle scorse settimane anche il Tottenham aveva chiesto informazioni per il portiere di proprietà del Chievo.FONTE: tuttomercatoweb.com
IL MISTER A TGGIALLOBLU.IT
"Io visto a La Spezia? E' una balla colossale. Qualcuno vuole mettermi in cattiva luce, ma non ci riuscirà. Sono a Verona, è dieci anni che non mi vedono a La Spezia...". Mandorlini è inferocito per le notizie di mercato che sono uscite nelle ultime ore. A Tggialloblu.it, l'allenatore si sfoga: "E' fastidioso leggere certe cose. E soprattutto non mi piace leggere cose false. Ci sta che uno mi critichi ma è assurdo inventarsi le notizie".Sul suo futuro Mandorlini non si sbilancia: "Non lo so, davvero. Sono qui, sono sereno. Con la società ci vedremo, probabilmente la prossima settimana. Mi sto godendo la promozione. Non sono nemmeno andato a Ravenna, a casa mia...". (g.vig.)
PERSONAGGIO
Veloce puntata a Verona di Luca Zingaretti che ha incontrato il sindaco Flavio Tosi e il direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese Gianpaolo Savorelli. L'attore, divenuto popolarissimo per le interpratazioni telebvisive del "Commissario Montalbano", ha affrontato la definizione e la messa in scena di tre spettacoli programmati dal Comune di Verona, tre progetti che riguardano sia la stagione estiva che quella invernale. Il primo è "Verdi, nostro Shakespeare", in programma al Teatro Romano il prossimo 13 giugno. Un evento a serata unica che nasce, con la regia di Francesco Micheli, dalla collaborazione tra Estate Teatrale Veronese e la Fondazione Arena di Verona, che nel 2013 festeggia i cento anni di vita che coincidono con il bicentenario della nascita di Verdi. Il secondo appuntamento di Zingaretti con Verona sarà il prossimo inverno nell’ambito del Grande Teatro 2013-2014. L’ attore-regista sarà infatti il protagonista di "Torre d’avorio" di Ronald Harwood, spettacolo ambientato a Berlino nel 1946 e incentrato sul tema della libertà dell’artista. La regia sarà dello stesso Zingaretti. Il terzo progetto riguarda infine l’edizione 2014 dell’Estate Teatrale Veronese: tra i possibili allestimenti del 66/o Festival Shakespeariano spicca un’edizione di Otello con protagonista Luca Zingaretti. Tutto però è legato ai numerosi impegni cinematografici del celebre attore.