Padova calcio di Martina Moscato , 04/04/2021 12:00

L’analisi della sconfitta di Trieste nel blog di Martina Moscato: ingiustizia sì ma non solo...

Ronaldo: il grande assente della serata a Trieste

A caldo sarebbe stato fin troppo semplice trovare una giustificazione a questa sconfitta. Anzi, la giustificazione per eccellenza. Il gol assolutamente irregolare di Gomez infatti, segnato con la mano neanche fosse un moderno Maradona, basta e avanza per comprendere la rabbia della squadra di Mandorlini di fronte ad una clamorosa ingiustizia, ma non ad assolverla del tutto da questa battuta d’arresto molto pericolosa a questo punto della volata finale. E’ vero: ha dato forfait Ronaldo all’ultimo e sappiamo quanto è importante per il gioco biancoscudato, è vero Pillon ha preparato la partita di modo da chiudere tutti gli spazi soprattutto ai giocatori in grado di fare la differenza e creare la superiorità con i loro guizzi e colpi di classe, ma la verità nuda e cruda è che e il Padova non ha fatto abbastanza per vincere questa partita. E’ bastato un 4-4-2 fatto bene per bloccare completamente il gioco sugli esterni, è bastata un po’ di aggressività sui portatori di palla del Padova per renderlo leggerissimo, quasi impalpabile negli ultimi sedici metri. Con queste osservazioni non si vuol certo sminuire la gravità della svista del direttore di gara sul gol che ha deciso la partita ma si vuol solo ribadire che il Padova arbitro del suo destino potrà esserlo solo se ogni volta scenderà in campo gettando il cuore oltre l’ostacolo. Dando il famoso ma mai scontato centoventi per cento. Ronaldo e compagni sono ancora primi, lì, davanti a tutte le altre. Forse ora che quel tesoretto di punti di vantaggio si è assottigliato e non si può più sbagliare rivedremo quel Padova guerriero che tanto ci è piaciuto nelle ultime vittorie. Un Padova, perché no, soprattutto desideroso di reagire con rabbia positiva a una sconfitta immeritata, desideroso di dimostrare che è davvero la prima della classe perché é più forte di tutte le altre ed è capace di abbattere qualunque ostacolo, di andare oltre ogni avversità. Anche contro la “sfortuna”, chiamiamola così, di un arbitro che non vede un gol segnato con la mano e ti condanna alla più indigeribile e ingiusta delle sconfitte. 
 

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