Politica di Redazione , 04/04/2021 11:50

Zaia: Accentrare sanità? Colpo di coda del brontosauro romano. Lombardia? Solo sfortunata

Luca Zaia con un vaccino anti-covid

Centralizzare la sanità in base all'esperienza della pandemia "è il colpo di coda del brontosauro romano agonizzante. L'epidemia Covid ha sancito un grande spartiacque anche sul versante istituzionale: ora i cittadini sanno bene qual è il ruolo delle Regioni e distinguono chi agisce da chi chiacchiera. Chi vorrebbe farsi curare da un ministero lontano e senza volto?". Lo afferma il presidente del Veneto, Luca Zaia, in una intervista ai quotidiani veneti del Gruppo Gedi.

Di fronte a chi contesta le inefficienze della sanità lombarda, Zaia replica sostenendo che "la Lombardia disponga di una grande sanità, e che sia stata sfortunata. Ricordate il 'paziente uno' di Codogno? Nello stesso giorno a Venezia sono spuntate due persone affette dal virus. Poteva essere l'inizio di un focolaio tremendo, invece non è successo nulla e nessuno ad oggi è riuscito a spiegare il perché". Riguardo ai problemi legati alla prima fase della campagna vaccinale in regione, Zaia puntualizza che "non è una questione di inefficienza o di fughe in avanti, c'è stato un certo sovraccarico perché abbiamo voluto sottoporre il sistema a stress test, tarandolo su livelli più elevati. Ora sappiamo che siamo in grado di raggiungerli".

Sulla discontinuità nel passaggio da Conte a Draghi, per il presidente veneto "ce lo dirà il decreto di sostegno all'economia, e saranno imprese e lavoratori a valutarne gli effetti concreti. Da parte mia, in questa fase drammatica del paese, ho scelto la leale collaborazione istituzionale, evitando di polemizzare pubblicamente anche quando, ed è accaduto - conclude - non condividevo le scelte del governo".